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“Poveri fumatori”, il vizio abbassa lo stipendio del 20%

Chi smette di fumare guadagna, però, di più di chi non ha mai provato una "bionda"

Le sigarette non sono dannose solo per l'organismo dei fumatori, ma anche per la loro busta paga. Chi fuma sembra infatti essere destinato a guadagnare meno dei non fumatori. A svelarlo è uno studio condotto da Julie Hotchkiss e Melinda Pitts, economiste della Federal Reserve Bank of Atlanta (Stati Uniti), che hanno stimato che lo stipendio dei fumatori è in media del 20% inferiore rispetto a quello dei non fumatori. Tuttavia, come nel caso di cuore e polmoni anche per quanto riguarda il portafoglio smettere porta a migliorare la situazione: lo stesso studio ha infatti rilevato che gli ex fumatori che hanno abbandonato il vizio da più di un anno guadagnano il 7% in più di chi non ha mai fumato.

 

I dati analizzati da Hotchkiss e Pitts non indicano che i fumatori, nemmeno quelli più incalliti, sono meno produttivi rispetto agli altri lavoratori. Non solo, il 60% della differenza di stipendio è dovuta essenzialmente a differenze demografiche, ad esempio nel livello di istruzione, in genere più basso fra i fumatori. Al restante 40% non è però associabile nessuna causa precisa. Secondo le due economiste ad entrare in gioco potrebbero essere differenze nella personalità dei fumatori, degli ex fumatori e di chi non ha mai acceso una sigaretta nella sua vita, in particolare nella capacità di autocontrollo, nell'incapacità di smettere e nell'autodisciplina. Da questo punto di vista, riuscire ad abbandonare il vizio richiede una dose di autodisciplina che, mantenuta anche nella vita lavorativa, aiuterebbe a far carriera.

di Silvia Soligon
Pubblicato il 05/08/2013

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