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Epatite A: le regole per prevenire il contagio

A fornirle sono gli esperti dell’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri

Non solo i frutti di bosco di cui si è parlato molto nelle ultime settimane, ma anche fragole, pomodori secchi, pesce e prodotti a base di pesce, crostacei, molluschi e prodotti contenenti molluschi: sono questi gli alimenti più a rischio di trasmissione dell’Epatite A, virus che ogni anno, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, colpisce quasi un milione e mezzo di persone nel mondo e che in Italia, nelle ultime settimane, è stato rilevato in alcune confezioni di frutti di bosco congelati. A parlare di Epatite A e delle regole per non contrarre l'infezione sono gli esperti dell’Aigo, l’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri, che spiegano che per prevenire il contagio è sufficiente seguire alcune raccomandazioni. Prima fra tutte, “non consumare i cibi crudi”: la cottura, infatti, è efficace nell'eliminare o inattivare virus e batteri.

In particolare, gli esperti Aigo consigliano di:

1) non consumare frutti di mare crudi;

2) lavare accuratamente le verdure prima di consumarle;

3) lavare e sbucciare la frutta;

4) non bere acqua di pozzo;  

5) curare scrupolosamente l’igiene personale, specie delle mani: lavarsi le mani dopo aver usato il bagno, dopo aver cambiato un pannolino, prima di preparare il cibo, prima di mangiare;

6) rispettare le norme di igiene nella manipolazione di cibi e bevande.

 

Le regole, spiegano, valgono non solo per la prevenzione del contagio dall’Epatite A ma, più in generale, "per prevenire tutte le patologie a trasmissione oro-fecale come colera, tifo ed enteriti legate a una cattiva igiene nelle fasi di produzione, lavorazione o conservazione degli alimenti".

 

La malattia - L'epatite A è una malattia infettiva acuta causata da un virus che colpisce il fegato. In Italia la malattia è endemica soprattutto nelle Regioni meridionali, dove più diffusa è la pratica di consumare frutti di mare crudi. Tuttavia possono verificarsi epidemie o casi sporadici su tutto il territorio nazionale legati non solamente al consumo di frutti di mare ma anche di altri alimenti (vegetali e frutta) o acqua (per es. di pozzo) contaminati. In genere il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi (crudi o non cotti a sufficienza) contaminati dal virus.

di Redazione
Pubblicato il 26/08/2013

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