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02-09-2013

Non solo brividi e influenza: il freddo provoca l'infarto


Chi non ha mai sperimentato la sensazione di intirizzimento nell’uscire dalla porta di casa quando fuori fa freddo e dentro si lascia un bel calduccio? Secondo uno studio condotto in Belgio lo sbalzo di temperatura che provoca questa fastidiosa sensazione sarebbe responsabile di un buon numero di attacchi di cuore. In particolare, dalla ricerca emerge che per ogni abbassamento della temperatura minima esterna di 10 gradi gli infarti miocardici acuti aumentano del 7%.


 


 


La ricerca è stata condotta esaminando i dati raccolti tra il 2006 e il 2009 in 32 centri belgi specializzati nel trattamento dell’infarto miocardico acuto, per un totale di 15.964 pazienti con 63 anni di età media, il 25% dei quali donne. “L'inquinamento atmosferico e le variazioni di temperatura sono i fattori ambientali più frequentemente riportati come cause dell’infarto miocardico acuto (IMA) - spiega Marc Claeys, che ha presentato lo studio al meeting 2013 della Società Europea di Cardiologia, in corso ad Amsterdam (Paesi Bassi) fino a mercoledì -. Gli studi epidemiologici si sono però finora concentrati su una sola condizione ambientale alla volta, mentre i fattori ambientali sono spesso legati tra loro, e la loro compresenza può attenuare o rafforzare l’impatto di un singolo fattore sul benessere cardiaco”.


 


 


I ricercatori hanno incrociato le patologie cardiache rilevate con diverse condizioni ambientali - temperatura, umidità e inquinamento - scoprendo che solo la temperatura è risultata significativamente correlata con l’infarto miocardico acuto, che aumentava del 7% ogni 10° C di diminuzione della temperatura minima. Al contrario di ciò che molti studi hanno sostenuto fino a oggi, i ricercatori belgi hanno invece riscontrato che sull’infarto “l’inquinamento dell’aria ha un effetto trascurabile”.


 


 


Tra i meccanismi responsabili dell’aumento del rischio di eventi coronarici associati al diminuire della temperatura, spiega Claeys, “una potenziale spiegazione risiede nella stimolazione dei recettori del freddo presenti nella pelle e quindi del sistema nervoso simpatico, che porta a un aumento dei livelli di catecolamine. Inoltre, l’aumento dell’aggregazione piastrinica e della viscosità del sangue durante l'esposizione al freddo favorisce la formazione dei coaguli e, quindi, la trombosi”.


 


 


Le persone a rischio di infarto miocardico acuto, come gli anziani con diabete e ipertensione, dovrebbero quindi evitare i più possibile di sottoporsi agli sbalzi di temperatura: “Questo significa - conclude Claeys - indossare abiti adatti quando si passa all’esterno da un interno riscaldato, e non solo durante il periodo invernale”.