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Non solo biopsie, per scoprire la celiachia bastano geni e anticorpi

Un nuovo approccio promette di ridurre il ricorso a procedure diagnostiche invasive e costose

Il percorso verso la diagnosi della celiachia non lascia spazio a molte alternative: una dieta priva di glutine e una biopsia per verificare la presenza di eventuali danni all'intestino sono tappe obbligate che hanno dovuto affrontare la stragrande maggioranza delle persone che si sono trovate a che fare con i possibili sintomi di questa patologia autoimmune. Oggi, però, una ricerca pubblicata da un gruppo di studiosi australiani sulla rivista BMC Medicine apre un nuovo possibile scenario diagnostico in cui per identificare la celiachia è sufficiente combinare la misurazione della risposta immunitaria al glutine – effettuata con un semplice test degli anticorpi – e la presenza di fattori di rischio genetici.

 

“Attualmente le biopsie intestinali sono raccomandate a chiunque risulti positivo ai test anticorpali – ha spiegato Jason Tye-Din, coautore della ricerca – In questo studio l'inclusione di un semplice test genetico ha aiutato ad identificare un sostanziale numero di persone nel cui caso i test degli anticorpi erano falsi positivi e che in realtà non avevano bisogno di una biopsia intestinale per verificare la possibilità di malattia celiaca”. Non solo, questo nuovo approccio ha permesso di scoprire che, almeno nella popolazione australiana, il numero di celiaci cui non viene diagnosticata la malattia è superiore rispetto a quanto si potrebbe immaginare. Tuttavia, come ha spiegato Tye-Din “una diagnosi accurata e tempestiva è importante per la salute dei pazienti con malattia celiaca. Effettuare una diagnosi basata solo su un'analisi del sangue o iniziare una dieta priva di glutine senza una biopsia intestinale di conferma è inappropriato e può imporre un trattamento necessario per tutta la vita”. Resta però il fatto che la biopsia non è solo una procedura costosa, ma anche invasiva. “Ridurre le procedure non necessarie è meglio sia per i pazienti (…) sia per l'economia – ha concluso Tye-Din – Questo studio fornisce una strategia per migliorare la diagnosi della malattia celiaca nella popolazione combinando i benefici dei test anticorpali e genetici”.

di Silvia Soligon
Pubblicato il 04/09/2013