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Contro i disturbi della socialità un aiuto dall'ossitocina

L'ormone dell'amore gioca un ruolo importante in malattie come l'autismo

Contro l’autismo e altra malattie psichiatriche in cui l’attività sociale risulta compromessa, un aiuto potrebbe arrivare dall’ossitocina, meglio nota come l’ormone “dell’amore”. Un gruppo di ricercatori statunitensi della Stanford University School of Medicine ha dimostrato che questo ormone è in grado di modificare l’attività del nucleo accumbens, una particolare area del cervello fondamentale per le sensazioni di “ricompensa” (quelle legate, ad esempio, all’innamoramento, al mangiare quando si è affamati e al dormire quando si è stanchi): agendo sul nucelo accumbens l’ossitocina provoca l’attivazione della serotonina, l’ormone del buonumore, generando la sensazione di felicità.

 

“Ci sono almeno 14 diversi sottotipi di recettori della serotonina. Ne abbiamo identificato uno in particolare, fondamentale per le sensazioni di ricompensa legate alla socialità - spiega Gül Dolen, uno degli autori dello studio pubblicato su Nature -. Farmaci che agiscano selettivamente su questo recettore non sono clinicamente ancora disponibili, ma il nostro studio potrà incoraggiare i ricercatori a intraprendere la ricerca di principi che abbiano come target il trattamento di malattie che, come l’autismo, sono caratterizzate da alterate interazioni sociali”. 

 

di m.c.
Pubblicato il 11/02/2014