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Alzheimer, con Pet e tau la diagnosi è davvero precoce

Messa a punto una nuova metodica per identificare le prime fasi della malattia

La diagnosi precoce dell'Alzheimer potrebbe passare attraverso la tomografia ad emissione di positroni (Pet). Un gruppo di ricercatori giapponesi coordinato da Makoto Higuchi, esperto del National Instituite of Radiological Sciences di Chiba, è infatti riuscito a mettere a punto un composto chimico che, una volta legato agli accumuli di proteina tau che si formano nel cervello di chi sta sviluppando la malattia, può essere visualizzato attraverso questa tecnica di imaging. L'innovativa metodica, descritta sulle pagine di Neuron, potrebbe permettere di identificare l'Alzheimer prima della comparsa dei suoi sintomi conclamati, consentire di monitorare la progressione della malattia e testare l'efficacia di nuovi farmaci.

 

L'accumulo di tau è un evento precoce durante lo sviluppo dell'Alzheimer. In assenza di metodiche efficaci per identificare questo e altri fattori tipici delle prime fasi della malattia i medici non possono fare altro che basare la diagnosi sulla comparsa dei sintomi. Purtroppo questi ultimi si manifestano solo quando l'Alzheimer è già in una fase avanzata e la somministrazione di farmaci non più utile quanto si vorrebbe. Come però ha spiegato Higuchi “le immagini dell'accumulo di tau ottenute mediante tomografia ad emissione di positroni forniscono forti informazioni sulle regioni del cervello che stanno sviluppando o sono a rischio di morte neuronale indotta da tau”. In altre parole, con questa nuova tecnica la diagnosi dell'Alzheimer potrebbe diventare davvero precoce e precedere la comparsa dei sintomi della malattia.

di Silvia Soligon
Pubblicato il 19/11/2013