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Salute dei denti: "poco attenti" 4 italiani su 10

I “poco attenti” alla salute di denti e gengive sono il gruppo più numeroso: il 37%, vale a dire quasi 4 su 10. I “basici” - cioè coloro che, pur dedicando una discreta cura alla bocca, si preoccupano solo quando i problemi diventano seri, sono il 26%. A scendere, nella classifica, troviamo i “deleganti” (21%) - cioè coloro che si affidano ai professionisti per cure e prevenzione, ma non dedicano adeguata attenzione all’igiene domiciliare – mentre il gruppo più responsabile - ovvero quello degli “attivi”, coloro cioè che si danno molto da fare per avere denti sani attraverso prevenzione, igiene orale e corrette abitudini - sono solo il 16% della popolazione. Gli italiani, in media, non dedicano quindi particolare attenzione alla salute di denti e bocca: è quanto emerge dall’indagine “Gli italiani, le malattie dentali e la parodontite”, effettuata da Astra Ricerche per conto dell’Istituto di Ricerca e Formazione in Microdentistry.

Per aiutare gli italiani a prendersi cura della propria salute orale in maniera più attiva e consapevole, l’Istituto di Ricerca e Formazione in Microdentistry ha stilato un Decalogo di azioni da mettere in pratica, a partire dalla tenera età.

1. Iniziare la prevenzione in età scolare: a 6 anni spuntano i primi molari e avviene la permuta degli incisivi. È fondamentale insegnare ai bambini le tecniche base di igiene orale e mettere in atto un efficace controllo della placca. Va eseguita anche una visita di valutazione ortodontica e di prevenzione delle mal occlusioni e/o dei difetti ossei.
 

2. Controllare con attenzione lo stato delle gengive, dopo l'eruzione dei denti definitivi: se le gengive sono edematose, arrossate e sanguinanti, sottoporsi a visita specialistica da un parodontologo. Il sanguinamento delle gengive, indipendentemente dalla sua frequenza o entità, è un fortissimo indizio di una parodontite attiva.
 
3. Effettuare l’igiene professionale almeno ogni 4/6 mesi: la frequenza delle sedute di igiene professionale va correlata, nel caso di bambini, alla loro capacità di spazzolarsi correttamente.
 
4. Eseguire alla pubertà un test di rischio per la valutazione dei fattori genetici determinanti lo sviluppo della parodontite.
 
5. Effettuare tempestivamente le sigillature di denti con solchi profondi e recettivi per la carie.
 
6. Eseguire un test microbiologico in caso di parodontite clinicamente conclamata: il test va ripetuto una volta all’anno,  a guarigione avvenuta, per prevenire le recidive.
 
7. Sottoporsi al trattamento preventivo della parodontite. Per risolvere l’infezione parodontale non basta eliminare i denti e sostituirli con impianti di titanio. Gli stessi batteri che causano la parodontite colpiscono anche gli impianti, causando la peri-implantite, e la perdita degli stessi.
 
8. Ridurre le sigarette a non più di 3 o 4 al giorno e abolire sigari e pipe. Il fumo aumenta da 7 a 10 volte il rischio di perdere i denti per la parodontite e le terapie sono meno efficaci in caso di tabagismo.
 
9. Eseguire controlli medici specifici in caso di diabete, aterosclerosi e osteoporosi. Non sottovalutare il ruolo che le tossine e i batteri stessi, che entrano costantemente in circolo, possono avere in numerose patologie. Molte patologie sistemiche sono correlate alla parodontite.
 
10. Rivolgersi ad uno specialista stomatologo in caso di lesioni della mucosa orale gengivale: il carcinoma orale rappresenta l’1% dei tumori maligni; una biopsia eseguita tempestivamente spesso consente di intercettare la lesione in fase pre-cancerosa.

di redazione
Pubblicato il 04/10/2013