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Dna, identificati 11 nuovi geni associati all'Alzheimer

La scoperta apre la strada allo sviluppo di nuove terapie contro la demenza senile

Centoquaracinque strutture di ricerca, 17 mila pazienti, 37 mila individui sani e 21 geni. Sono questi i numeri di una ricerca pubblicata su Nature Genetics che ha permesso di raddoppiare il numero dei fattori genetici coinvolti nello sviluppo della malattia di Alzheimer, aprendo così la strada ad una maggiore comprensione delle cause alla base di questa forma di demenza. Una ricerca che secondo gli esperti offre nuove opportunità anche in campo terapeutico.

 

Infatti anche se l'incidenza dell'Alzheimer è in aumento in tutto il mondo, la scienza è ben lontana dall'aver identificato terapie efficaci per contrastarne la comparsa e la progressione. “E' molto difficile trattare una malattia quando non si capisce che cosa la causa”, sottolinea Julie Williams, dell'Università di Cardiff (Regno Unito), uno degli autori di questo nuovo studio. La scoperta dei geni associati alla malattia offre però degli indizi sui processi coinvolti nella sua comparsa. “C'è qualcosa nella risposta immunitaria che causa l'Alzheimer e dobbiamo concentrarci su questo”, spiega l'esperta. L'immunità non è però l'unico fattore coinvolto nella comparsa della malattia. Fra i geni identificati da Williams e colleghi ce ne sono anche diversi partecipanti al controllo dei livelli di colesterolo e del processo di endocitosi, quel meccanismo che consente alle cellule, incluse quelle del cervello, di introdurre al loro interno le molecole presenti nell'ambiente che le circonda.

 

Il prossimo passo degli scienziati sarà capire in che modo i geni identificati portano allo sviluppo della malattia. Comprendere in modo più preciso i meccanismi alterati permetterà di identificare nuovi possibili bersagli terapeutici da utilizzare nella messa a punto di farmaci o di approcci terapeutici più efficaci rispetto a quelli attuali.

di Silvia Soligon
Pubblicato il 06/11/2013

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