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Prevenzione cardiovascolare: gli italiani non hanno i "7 assi"

I dati più preoccupanti riguardano i livelli di colesterolo e di pressione arteriosa

Poca prevenzione cardiovascolare per gli italiani. E' questo il quadro che emerge da un'indagine condotta dai geriatri dell’Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma secondo cui gli italiani, in media, rispettano solo quattro dei sette fattori considerati dall’American Heart Association come “protettivi” per il cuore. Solo due individui su cento li hanno tutti e sette, mentre una persona su dieci ne presenta meno di tre. Lo studio, pubblicato sull’European Journal of Public Health, è stato condotto su 1100 soggetti (il 56% dei quali donne) attraverso la somministrazione di un questionario sulle abitudini di vita e la misurazione di parametri vitali ed ematochimici.

 

A spiegare quali siano i 7 "assi" è Francesco Landi del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia del Policlinico Gemelli: “Attraverso il questionario è stato possibile valutare l’attività fisica svolta, il rispetto di una dieta adeguata e l’abitudine al fumo di sigaretta. Sono state poi eseguite le misurazioni della pressione arteriosa e dell’indice di massa corporea e, tramite l'esame di una goccia di sangue prelevata dal dito, sono stati inoltre analizzati i livelli di glicemia e colesterolo”.

 

La presenza di valori glicemici accettabili è risultato il parametro ottimale più diffuso (96%). L’astensione dal fumo di sigaretta e il rispetto di una dieta equilibrata sono risultati gli stili di vita maggiormente seguiti (rispettivamente nell’84% e nel 76% dei casi). "La stessa cosa - continua Landi - non si può dire del rispetto di una regolare attività fisica: solo una persona su due ha dichiarato di praticare sport almeno due volte a settimana, e una persona su due è risultata essere in sovrappeso o obesa. Il dato più eclatante riguarda poi la pressione arteriosa e il colesterolo: solo tre persone su dieci hanno fatto riscontrare valori di colesterolo normali (< 200 mg/dl) e due persone su dieci valori pressori adeguati (< 120/80 mmHg)

 

"I risultati di questo studio - concludono gli autori in una nota - parlano chiaro: in Italia siamo ancora lontani dagli standard suggeriti dalle comunità scientifiche internazionali in tema di controllo e prevenzione del rischio cardiovascolare. Risulta, quindi, importante attuare adeguate strategie per l’implementazione di programmi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e campagne di informazione su ampia scala, nonché la promozione di tutti quei comportamenti (praticare una regolare attività fisica, rispettare una dieta equilibrata, controllo dei valori del colesterolo) che costituiscono una sorta di assicurazione per un invecchiamento di successo".

 

di red.
Pubblicato il 01/12/2013