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Colon e diverticolite, che fare? "Più fibre nella dieta"

I sintomi e quando fare i controlli

La chiamano “appendicite sinistra”. La diverticolite non è facile da diagnosticare, riconoscere e curare. I sintomi spesso si confondono con altre patologie del colon. Sono spasmi e dolori addominali. Anticipati o seguiti da gonfiore. La causa sono i diverticoli, minuscole cavità dalla forma di piccoli sacchettini che si possono formare in molti punti dell'apparato digerente, anche se il fastidio maggiore deriva da quelli che “spuntano” nel colon. Un disagio da non sottovalutare. “I diverticoli sono estroflessioni della mucosa e sottomucosa localizzati in punti di debolezza muscolare ovvero in corrispondenza del passaggio dei piccoli vasi sanguigni che irrorano la parete del colon”, spiega Claudia Menconi, chirurgo colorettale presso la Sezione Dipartimentale di Chirurgia Proctologica e Perineale, Dipartimento di Gastroenterologia e Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa, Ospedale di Cisanello Pisa.

 

Il colon si può distinguere schematicamente in colon destro e sinistro e la sua funzione è riassorbire i liquidi contenuti nel materiale intestinale insieme a sali minerali e sostanze utili. L'altra faccia di questa attività è la creazione di feci che in questo punto possono  presentarsi dure per il rassorbimento della maggior parte della componente liquida ed esercitare pressione sulle pareti del colon. I diverticoli nascono così. “Questi sacchettini hanno una parete non contrattile e quindi se al loro interno entrano residui alimentari, quali i residui vegetali non digeribili come semi bucce di frutta o verdura, oppure coproliti, feci piccole e dure come sassolini – spiega Menconi - i diverticoli si  possono infiammare”. Nei casi più gravi il diverticolo può arrivare persino a essere perforato o a sanguinare.

 

I sintomi – La diverticolosi, vale a dire la presenza di diverticoli diffusi e concentrati in notevole quantità a livello del sigma-colon sinstro, non è una malattia ma una condizione. L’80% dei pazienti scopre di avere diverticoli casualmente con un esame diagnostico. Alcuni elementi però sono frequenti e comuni: stitichezza e i sintomi tipici del colon irritabile. Quando subentra l’infiammazione di uno o più diverticoli si parla di diverticolite. Quali sono i sintomi? “Il dolore è localizzato nel quadrante inferiore sinistro dell’addome – risponde Menconi -. Può essere presente febbre, nausea o vomito o al contrario talvolta scariche diarroiche”.

 

Cambiare dieta - In pazienti particolarmente magri si osserva “la cosiddetta 'corda coli' quando il colon sinistro - continua la specialista - è particolarmente contratto e spastico". Nel 15% dei casi la diverticolite può complicarsi nella formazione di ascessi paracolici, perforazione intestinale o fistole con altri organi quali la vescica. Circa il 30/35% delle diverticoliti si risolve con terapia medica e solo dopo ripetuti episodi di diverticolite (4-5 episodi) e in relazione alla gravità si deve optare per l’intervento chirurgico. Il paziente con diverticolosi deve stare attento alle dieta. “Dovrebbe cercare di evitare fondamentalmente cibi con elevato residuo vegetale intero, quindi di ingerire semi di frutta, bucce di verdure che anche se cotte spesso sono difficili da degradare come le foglie dei carciofi, inoltre cibi fritti o cotti con grassi animali particolarmente elaborati”, raccomanda Menconi. La verdura, sotto forma di passati, è la scelta migliore. L'altro consiglio riguarda le fibre.

 

“Il paziente con diverticolosi – continua la specialista - deve mirare ad avere una massa fecale morbida ed idratata e questo si ottiene con l’assunzione delle fibre di frutta e verdura, bevendo almeno 1 litro e mezzo d'acqua al giorno, oppure integrando l'alimentazione con preparati di fibre idrosolubili facilmente assimilabili dall’organismo. Abbiamo preparati a base di psyllium, glucomannano, inulina – spiega Menconi – anche associati ai fermenti lattici che sono particolarmente utili nel mantenere una flora batterica intestinale “buona”.

 

Controlli, ma quando? - “I controlli nel paziente che sa di avere una diverticolosi non devono diventare maniacali”, afferma la specialista. Quindi, non serve eseguire un clisma opaco o una colonscopia all’anno in assenza di sintomi. Troppi controlli possono essere persino controproducenti “in quanto aumenta il rischio di perforazione per chi ha un colon più fragile di altri”. Altro discorso riguarda il paziente con diverticolosi con una familiarità per neoplasia del colon e oltre i 50 anni, in cui la scelta di sottoporsi periodicamente a controlli del colon è raccomandata. “La colon-Tac può essere una buona opzione – ricorda la specialista - anche se solo la colonscopia può realmente diagnosticare con la biopsia lesioni dubbie”.

 

di Cosimo Colasanto
Pubblicato il 09/01/2014