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Prostata in salute dopo i 50 anni? Gli sport consentiti e quelli "a rischio"

Sì a corsa e trekking. Da evitare ciclismo ed equitazione

Fare sport è fondamentale quando l’uomo supera i 50 anni, età in cui cominciano a farsi strada i principali nemici del benessere maschile come disfunzione erettile e ingrossamento della prostata. Ma quali sono gli sport più adatti? E quali quelli a cui si deve prestare più attenzione? A spiegarlo è Giuseppe Morgia, Direttore della Clinica Urologia e della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università di Catania.

 

Fra le attività sportive più indicate per chi ha problemi di erezione o soffre di patologie prostatiche "ci sono il jogging e il trekking che, se praticati con moderazione, sono attività aerobiche che consentono quindi di favorire il miglior funzionamento del cuore e dell’apparato respiratorio - spiega lo studioso -. E il nuoto, che migliora significativamente la resistenza allo sforzo, la frequenza cardiaca e il ritmo della respirazione". Anche la palestra può andar bene, "alternando sedute dedicate alle performance di cuore e polmoni (attività aerobiche), allo stretching e agli esercizi di rilassamento, con attività dedicate al potenziamento dei muscoli". Anche il golf, l'attività aerobica che non richiede sforzi fisici particolarmente intensi e concentrati, non ha particolari controindicazioni.


Fra gli sport in cui invece si deve prestare più attenzione "ci sono il ciclismo e la mountain bike che, sia per la posizione che si assume sul sellino, sia per i sobbalzi soprattutto su percorsi accidentati possono avere ripercussioni negative sul benessere maschile fino a diventare un potenziale fattore di rischio per la disfunzione erettile. Lo stesso vale per l’equitazione - conclude l'esperto - che per i continui sobbalzi e microtraumi che si ripetono nell’area del perineo possono avere effetti negativi sul benessere dell’apparato sessuale e riproduttivo maschile".

 

di red.
Pubblicato il 19/12/2013