Logo salute24

Ipertensione: cardiologi Usa, no a cambiamenti nelle linee guida

140/90 rimane il valore di riferimento per i trattamenti contro l'ipertensione

Per il trattamento dell'ipertensione i cardiologi americani rimangono fedeli alle attuali linee guida. Almeno per ora. E' questa, in sintesi, la posizione dell'American Heart Association davanti a un recente studio pubblicato su Jama che propone nuovi parametri di riferimento per il trattamento dell'ipertensione nei soggetti con più di 60 anni. Il presidente dell'American Heart Association Mariell Jessup spiega infatti che, basandosi sui risultati delle ricerche condotte su questo argomento e attualmente disponibili, "non ci sono abbastanza prove da giustificare un cambiamento tale nel modo in cui trattiamo le persone con pressione sanguigna alta".

 

Le attuali linee guida statunitensi vs lo studio su Jama - Le attuali linee guida per il trattamento dell'ipertensione sono state messe a punto nel 2004 dal Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Pressure, e attualmente vengono seguite dagli specialisti dell'American Heart Association e dell'American College of Cardiology. Prevedono la sottoposizione al trattamento per l'ipertensione - cambiamenti nello stile di vita e assunzione di farmaci quando necessari - di tutti i soggetti con valori pressori pari o superiori a 140/90 mmHg fino a 80 anni, e pari o superiori a 150/90 oltre gli 80 anni. Il nuovo studio pubblicato su Jama, invece, propone nuovi limiti e consiglia di sottoporre a trattamento anit-ipertensione gli adulti di età compresa tra 30 e 59 anni con pressione pari o superiore a 140/90 mmHg e i soggetti oltre i 60 anni con valori pari o superiori a 150/90. 


Troppi rischi - L'ipertensione è un problema che interessa uno statunitense adulto su tre, ed è un disturbo sottostimato e sottodiagnosticato. La presenza di pressione alta porta spesso all'insorgenza di gravi problemi cardiovascolari come ictus, infarto o insufficienza cardiaca. "Gran parte del nostro grande successo nel ridurre i decessi per ictus è stato attribuito a un migliore controllo della pressione arteriosa - spiega Jessup -. Nonostante gli attuali margini fissati a 140/90 mmHg, molte persone hanno la pressione fuori controllo e continuano a essere a grave rischio soprattutto di insufficienza cardiaca e di ictus". Secodo Elliott Antman, presidente eletto dell'American Heart Association, la nuova raccomandazione potrebbe esporre molte più persone a problemi di salute connessi all'ipertensione.

di Miriam Cesta
Pubblicato il 30/12/2013