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Un cuscino per il cuore: se riposa, soffre di meno

"Chi dorme non piglia pesci", diceva un vecchio adagio popolare, consigliando di non riposare troppo perché altrimenti si rischiava di non portare a termine i propri compiti. Ora, invece, per chi è dormiglione - e iperteso - è arrivata l`ora del riscatto: grazie a una ricerca giapponese, infatti, è stato constatato che individui ipertesi che dormono poco rischiano maggiormente di incorrere in patologie cardiovascolari.
Lo studio, svolto dalla Jichi Medical University in Giappone e pubblicato su Archives of Internal Medicine, è stato condotto su un campione di 1255 individui ipertesi tra i 33 e i 97 anni (età media 70 anni). I ricercatori, guidati da Kazuo Eguchi, hanno rilevato che gli uomini e le donne ipertesi che dormono meno di 7,5 ore a notte rischiano il 68% in più di incorrere in patologie cardiovascolari rispetto ai loro "colleghi" di esperimento più riposati. Inoltre, è risultato che gli ipertesi che non dormono a sufficienza hanno maggiori probabilità di incorrere in infarto, ictus o arresto cardiaco nel giro di 4 anni: "I pazienti con livelli elevati di pressione arteriosa - concludono i ricercatori - dovrebbero quindi essere curati conoscendo anche le loro abitudini al sonno".
Per giungere a questi risultati i ricercatori hanno utilizzato un misuratore della pressione portatile che registrasse i cambiamenti della pressione del sangue in ogni partecipante per 24 ore, per una media di 50 mesi.

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Pubblicato il 11/11/2008