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Riconoscere i disturbi dei bambini: una guida per mamme e papà

Cosa fare in caso di febbre? E se la pelle si arrossa? Consigli pratici per i genitori dei più piccoli

Febbre, mal di testa, vomito, sfoghi cutanei: i disturbi con cui spesso hanno a che fare i bambini sono molti e di tipo molto diverso fra loro. Se, da un lato, preoccuparsi eccessivamente è solo fonte di stress, dall'altro è importante imparare a non sottovalutare eventuali segnali e a capire quando è indispensabile rivolgersi il più presto possibile ad un medico. Ecco una piccola guida che può essere d'aiuto alle mamme e ai papà dei bambini più piccoli.

 

Come gestire la febbre. Secondo gli esperti a partire dal compimento del primo anno di età fino a che la temperatura non supera i 38 °C non è necessario preoccuparsi eccessivamente: la febbre indica che l'organismo del bambino sta reagendo efficacemente ad un'infezione e in assenza di altri sintomi si può aspettare tranquillamente che il pediatra sia disponibile in ambulatorio per far visitare il piccolo. Diverso è il caso in cui la febbre non accenna a scendere per 2 giorni consecutivi (o, a partire dai 2 anni, per 4 giorni consecutivi) o se raggiunge i 40 °C. In questi casi è meglio recarsi subito al pronto soccorso.

 

Come riconoscere uno sfogo cutaneo pericoloso. Mani, piedi e volto dei bambini possono arrossarsi per motivi diversi. In generale, se applicando una leggera pressione sulla zona interessata il rossore sparisce per poi tornare lentamente rosso non ci sono motivi per preoccuparsi. Se, invece, la pelle rimane rossa anche premendola o se allo sfogo cutaneo si associano febbre o labbra gonfie è meglio rivolgersi subito a un medico.

 

Cosa fare quando il problema è “di pancia”. I problemi gastrointestinali possono essere associati a infezioni virali che richiedono giorni prima di essere sconfitte definitivamente dal sistema immunitario. Se vomito o diarrea non accennano a interrompersi il bambino corre il rischio di disidratarsi. Per questo quando il problema si ripresenta più volte negli stessi giorni è meglio chiedere consiglio ad un medico descrivendo l'entità e la frequenza degli episodi.

 

Attenzione agli irrigidimenti del collo. Spesso causato da tensioni muscolo-scheletriche, un irrigidimento del collo può anche essere il sintomo di problemi insospettabili come una tonsillite. In generale, se la rigidità compare dopo un trauma è bene portare il bambino al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. Nelle altre situazioni è consigliabile contattare il pediatra descrivendo questo ed altri eventuali sintomi in modo che il medico possa indicare la soluzione migliore.

 

E se il bambino ha mal di testa? Quando non si tratta di un problema grave anche ai bambini è sufficiente un po' di riposo per sconfiggere il mal di testa. Se, però, il dolore persiste per ore o compromette l'appetito o la voglia di giocare è meglio rivolgersi al pediatra. Attenzione, infine, alle situazioni in cui il mal di testa è associato a confusione, disturbi della vista, difficoltà di movimento, febbre o vomito: in questi casi la scelta migliore è portare subito il bambino al pronto soccorso.

 

Foto: © robhainer - Fotolia.com

 

di Silvia Soligon
Pubblicato il 31/01/2014