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«Make up» con le staminali: ultima frontiera della chirurgia estetica

Le cellule staminali potranno servire per realizzare interventi di chirurgia estetica. E’ questo l’ultimo obiettivo della medicina estetica di cui si è discusso nel “V Corso di Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica” organizzato dalla Seconda Università di Napoli. Durante l’incontro, promosso dalla cattedra di Chirurgia plastica e dall’Unità operativa di Chirurgia plastica dell’Ospedale Pellegrini, diretta da Alfredo Borriello e Gianfranco Nicoletti e presieduta da Francesco D’Andrea, direttore dell’Istituto di Chirurgia Plastica della Seconda Università, si è discusso di particolari metodiche per la risoluzione di traumi e ferite e dei cento casi trattati con successo nell’Ospedale Pellegrini. È stato dimostrato, infatti, che con opportune tecniche è possibile estrarre cellule staminali dal tessuto adiposo e utilizzarle a fini curativi per ricavarne tendini, muscoli e porzioni di pelle. Il tutto non solo a fini curativi, per ricostruire i tessuti dopo gravi traumi, ma anche a fini estetici: e così, oltre al trattamento degli ustionati, nuove prospettive si aprono per la ricostruzione del seno, l’aumento del volume dei glutei e il miglioramento della qualità della pelle. Al centro del convegno anche un utilizzo innovativo del lipofilling, il prelievo di grasso tramite iniezione. Questa tecnica viene utilizzata perché il grasso ha una sua particolare capacità rigenerativa per la presenza di cellule staminali nel suo interno che, ha spiegato Borriello, potrà essere la nuova frontiera in fatto di chirurgia additiva del seno. (13/06/2008)

di ida casilli
Pubblicato il 13/07/2008