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Acido ialuronico, un rimedio sicuro contro la rinite in gravidanza

Efficace e senza controindicazioni, libera il naso congestionato dalla rinite gravidica

C'è una patologia che colpisce il 60% circa delle donne incinte ma che difficilmente viene riconosciuta in modo corretto. E' la rinite gravidica, un disturbo che può essere efficacemente contrastato con aerosol a base di acido ialuronico, in grado di ridurre i sintomi e di liberare il naso nel 55% dei casi. Ad assicurarne la sicurezza è Elena Cantone, otorinolaringoiatra dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Federico II” di Napoli, secondo cui questa molecola naturale “non solo migliora la sintomatologia specifica ma agisce anche idratando la mucosa nasale e fluidificando le secrezioni”.

 

La possibilità di sfruttare l'azione dell'acido ialuronico è particolarmente importante durante la gravidanza, un periodo durante il quale l'utilizzo dei principi attivi normalmente utilizzati in caso di rinite, ad esempio cortisonici, antistaminici e vasocostrittori, è sconsigliato. “Lavaggi nasali con soluzioni fisiologiche possono aiutare – spiega Cantone - ma spesso non sono sufficienti alla risoluzione dei sintomi”. Trovare una soluzione è però indispensabile per proteggere sia la salute della futura mamma, sia quella del suo bambino. “La respirazione nasale insufficiente può ridurre la qualità di vita della mamma e ripercuotersi sul feto – sottolinea Sandro Gerli, ginecologo dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Perugia - Studi scientifici hanno dimostrato l’esistenza di un aumento del rischio di ipertensione gestazionale, ritardo di crescita intrauterina e minor benessere neonatale alla nascita”.

 

Secondo Gerli “la possibilità di ricorrere a presidi come l’acido ialuronico rappresenta indubbiamente un’opzione di prima scelta”. Grazie al suo impiego il naso torna libero di filtrare nel modo migliore possibile le impurità e i microrganismi che possono essere presenti nell'aria. Dopo il parto, invece, i disturbi dovrebbero scomparire entro due settimane. In caso contrario è bene consultare il proprio medico e farsi consigliare la terapia più adatta al proprio caso.

 

Foto: © drubig-photo - Fotolia.com

di s.s.
Pubblicato il 21/02/2014