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Staminali, ricostruito un orecchio a partire dal grasso

La tecnica potrebbe essere utilizzata per ottenere anche altre cartilagini

Un gruppo di medici britannici è riuscito ad ottenere in laboratorio una cartilagine da utilizzare per ricostruire le orecchie a partire dalle cellule staminali del grasso. La tecnica, descritta nelle scorse settimanesulle pagine della rivista Nanomedicine, apre una nuova frontiera nell'ambito della nanomedicina. La possibilità di costruire cartilagini della forma adeguata permetterebbe infatti di evitare le lunghe e laboriose tecniche attualmente utilizzate per far fronte a situazioni come la microtia, una malformazione congenita che nelle sue forme più gravi può addirittura manifestarsi con l'assenza totale delle orecchie.

 

Attualmente la microtia viene trattata modellando le orecchie partendo da tessuto cartilagineo prelevato dalle costole dei pazienti. Oltre a lasciare evidenti cicatrici sul petto, questa metodologia prevede diversi interventi chirurgici. Non solo, le costole da cui viene effettuato il prelievo non sono in grado di rigenerare il tessuto cartilagineo asportato. Per ovviare a queste problematiche i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra hanno pensato di sfruttare le cellule staminali del tessuto adiposo, già utilizzate in altri ambiti terapeutici. Una volta prelevate dai pazienti, le staminali del grasso sono state coltivate in presenza di opportune molecole in grado di indurne il differenziamento e di un'impalcatura che permette di far assumere al tessuto la forma desiderata. E' stato così dimostrato che le cellule della cartilagine riescono a crescere su questa sorta di scheletro. Non solo, quest'ultimo viene rapidamente circondato da vasi sanguigni e al suo interno sono presenti globuli rossi originati dalle staminali, fatto che suggerisce che nella struttura si formino anche i capillari necessari per garantirne la sopravvivenza.

 

Questi risultati portano ad ipotizzare che le cartilagini ottenute con questo approccio potrebbero essere impiantate sotto la pelle dei pazienti per generare un orecchio, ma prima di poterlo fare sarà necessario valutare la sicurezza dell'approccio, che in futuro potrebbe essere utilizzato per ottenere anche altre strutture cartilaginee, ad esempio adatte a ricostruire un naso danneggiato irreparabilmente da un tumore.

 

Foto: © Volodymyr Vechirnii - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 19/06/2014