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Infarto, l'orologio biologico aumenta i rischi al mattino

Nelle prime ore della giornata aumentano i livelli di una molecola che mette in pericolo la salute cardiovascolare

L'orologio biologico potrebbe svolgere un ruolo determinante nell'aumentare il rischio di ictus e infarto nelle prime ore del mattino. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Blood dai ricercatori del Brigham and Women's Hospital e dell'Oregon Health & Science University, secondo la proteina PAI-1, una molecola che inibisce la degradazione delle placche nel sangue e che quindi rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare, raggiunge livelli massimi nel sangue proprio verso le 6:30 del mattino.

 

I ricercatori lo hanno scoperto analizzando per 2 settimane le concentrazioni di PAI-1 in 12 volontari sani i cui ritmi biologici sono stati alterati di proposito per valutarne l'effetto dei ritmi circadiani - quelli sincronizzati con lo scorrere delle ore della giornata – sui livelli di questa molecola. “I nostri risultati indicano che il sistema circadiano umano porta a un picco mattutino dei livelli circolanti di PAI-1, indipendentemente da qualsiasi fattore comportamentale o ambientale – ha spiegato Steven Shea, coautore dello studio – Infatti, il sistema circadiano è risultato molto determinante per il ritmo di PAI-1 osservato durante un normale ciclo di sonno/veglia. Questo picco mattutino di PAI-1 potrebbe aiutare a spiegare perché gli eventi cardiovascolari avversi negli individui a rischio”.

 

Per questo Frank Sheer, primo nome dello studio, ha concluso che questi risultati “suggeriscono che il sistema circadiano, detto anche orologio interno all'organismo, contribuisce all'aumento del rischio di eventi cardiovascolari al mattino”.

 

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Foto: © saschi79 - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 31/03/2014

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