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Mal di schiena, la lombalgia è la prima causa di disabilità al mondo

Lo svelano i dati del Global Burden of Disease 2010

La principale causa di disabilità in tutto il mondo è il dolore che colpisce la parte bassa della schiena. E' questa la conclusione cui sono giunti i ricercatori che hanno rielaborato i dati raccolti dal Global Burden Of Disease 2010 riguardanti i problemi di salute e le disabilità generati da 291 patologie in ben 187 nazioni.

 

Secondo quanto riportato sulle pagine degli Annals of the Rheumatic Diseases, la lombalgia colpisce circa 1 persona su 10 in tutto il mondo. La sua incidenza è maggiore nell'Europa Occidentale, seguita in questa classifica dal Nord Africa e dal Medio Oriente. Fra i paesi presi in considerazione quelli in cui la lombalgia è meno diffusa sono invece le nazioni dei Caraibi e quelle dell'America Latina.

 

Fra i disturbi di salute inclusi nell'analisi il dolore alla parte bassa della schiena è il primo in termini di anni convissuti con la disabilità, il sesto in termini di DALY (disability adjusted life years) e la principale patologia a rischio disabilità in 12 delle 21 regioni in cui sono stati raggruppati i paesi presi in considerazione. Non solo, nelle aree dell'Europa Occidentale e dell'Australasia la lombalgia è il principale fattore di rischio per la salute generale.

 

Questi non sono, però, gli unici aspetti caratterizzanti questa problematica su cui i ricercatori hanno voluto puntare l'attenzione. L'analisi dei dati a disposizione ha infatti svelato anche che il numero di casi di lombalgia e il loro impatto sulla salute aumenta con l'età. “Con l'invecchiamento della popolazione mondiale, soprattutto nei paesi a basso e medio redditto, il numero di persone che convivono con la lombalgia aumenterà sostanzialmente nei prossimi decenni – hanno sottolineato gli autori dello studio – I governi, i sistemi sanitari e chi contribuisce alla ricerca dovrebbero prestare più attenzione ai pericoli associati al dolore alla parte bassa della scheina rispetto a quanto hanno fatto in passato”.

 

Foto: © Sebastian Kaulitzki - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 25/08/2014