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Cibo stampato in 3D: nuova frontiera dell'alimentazione

Ideato da un'azienda tedesca, aiuterà chi soffre di problemi di deglutizione

Cibo stampato in 3D per aiutare chi soffre di disfagia a deglutire: a proporlo è un'azienda tedesca, la Biozoon Food Innovations, che grazie a un finanziamento europeo dovrebbe portare a termine la messa a punto delle stampanti in grado di riprodurre alimenti nella loro forma originale, ma più facili da masticare e ingerire, entro il 2015.

 

La disfagia è un disturbo che a causa del malfunzionamento della laringe può far sì che il cibo finisca direttamente nei polmoni. Questo problema può avere gravi conseguenze. Infatti una volta nell'apparato respiratorio gli alimenti possono scatenare disturbi come polmoniti e insufficienza renale. A volte questa condizione può essere addirittura fatale. A soffrirne sono soprattutto le persone al di sopra dei 50 anni, in particolare gli anziani, che si possono trovare costretti ad assumere cibo solo sotto forma di puree. Una situazione, spiega Matthias Kück, amministratore delegato di Biozoon, che può essere “molto frustrante”.

 

Per venire loro incontro l'azienda tedesca ha già in passato pensato di ricostruire il cibo conferendogli una consistenza più morbida. Dopo essere stati cotti i cibi vengono liquefatti e uniti a una sostanza gelatinosa che permette di rimodellarli nella loro forma originale. Tuttavia quello attualmente utilizzato è un procedimento molto lungo che richiede che siano degli chef a modellare il prodotto finale.

 

Per velocizzarlo la Biozoon ha pensato di sfruttare le potenzialità delle stampanti 3D. Queste ultime funzioneranno come delle stampanti a getto d'inchiostro, ma le loro cartucce (una per i vegetali, una per la carne e una per i carboidrati) saranno riempite con il cibo cotto e liquefatto, cui sarà aggiunta una sostanza gelificante (attualmente in corso di messa a punto). Questi strumenti stamperanno un primo strato bidimensionale di cibo cui verranno aggiunti di volta in volta altri strati, fino ad ottenere una riproduzione dell'alimento più morbida rispetto all'originale e cui potrebbero essere aggiunti nutrienti specifici, ad esempio delle vitamine. “Il risultato – garantisce Kück – è che quando si addenterà il cibo ricostruito, questo sarà molto soffice, si scioglierà in bocca”.


Foto: © Africa Studio - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 11/04/2014

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