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Focus/2: Fibromialgia Le cause, la terapia

In passato si pensava che il dolore causato della fibromialgia fosse collegato a infiammazioni periferiche. Negli ultimi anni, invece, "si è scoperto che è una sindrome dolorosa centrale. In sostanza, per le persone che soffrono di questa sindrome qualunque stimolo esterno risulta molto più doloroso: anche un muscolo contratto può dare dolori molto più forti", spiega Piercarlo Sarzi Puttini, direttore dell`Unità operativa complessa di Reumatologia dell`ospedale Sacco di Milano. 
"Le cause di questa sindrome non sono ancora conosciute, anche se ormai è certo che ci sia una predisposizione genetica che, se associata a stress ambientali come malattie, traumi fisici o lutti, può dar vita alla patologia. In parole semplici, questi malati non riescono a elaborare i traumi subiti e il loro corpo reagisce abbassando la soglia del dolore. La causa della malattia, quindi, può essere vista come una combinazione di fattori genetici e ambientali".
Nonostante i sintomi riferiti da persona a persona siano diversi e vari, ce ne sono alcuni più ricorrenti: disturbi del sonno, cefalea o emicrania, sensazione di stanchezza diffusa (astenia), colon irritabile, dolori al torace, bruciore nell`urinare, perdite di memoria, difficoltà di concentrazione e disturbi della sfera affettiva.
La cura di questa patologia presiede a un approccio multimodale che comprende  diversi elementi. "La terapia prevede l`utilizzo di farmaci che riducono il dolore e ottimizzano la qualità del sonno, accompagnati da programmi di stiramento muscolare per migliorare il fitness cardiovascolare. Molto importante è anche avvicinare i pazienti alle tecniche di rilassamento, per ridurre la tensione muscolare. E, soprattutto, si deve puntare su un programma educativo che insegni al malato a comprendere la sindrome affinché impari a conviverci: più il paziente è informato sulla fibromialgia e cerca di adattarsi alla malattia stessa, migliore è la prognosi".    
Infine, alcuni consigli utili. Il supporto psicologico - spiega Sarzi Puttini - è molto importante per imparare ad affrontare la patologia, così come è fondamentale per il fibromialgico l`aiuto e l`appoggio della famiglia: "I familiari non dovrebbero mai sottovalutare lo stato di prostrazione del paziente o pensare che sia solo un `ipocondriaco`. La fibromialgia esiste, anche se è poco conosciuta, quindi un atteggiamento di comprensione non può essere che d`aiuto per i malati".
Di fibromialgia non si muore, e non si va sulla sedia a rotelle, spiega l`esperto. Ma è una sindrome che, comunque, porta molto dolore e tanta sfiducia nei malati che ne sono colpiti: e per aiutarli dovrebbe bastare solo questo.    
 

di Miriam Cesta
Pubblicato il 12/11/2008