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Per migliorare la memoria basta ridere un po'

Secondo gli scienziati l'umorismo protegge i neuroni dall'effetto deleterio dell'ormone dello stress

Quando si è anziani farsi una bella risata può aiutare a mantenere vivi i ricordi. E' questa l'ipotesi di un gruppo di ricercatori della Loma Linda University (Usa) che in occasione del convegno Experimental Biology di San Diego hanno presentato i risultati di una serie di esperimenti secondo cui ridere riduce i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress che danneggiando i neuroni può portare alla perdita di memoria.

 

I ricercatori, guidati da Gurinder Singh Bains, hanno organizzato due esperimenti. Nel primo è stato chiesto ai partecipanti – tutti individui anziani, alcuni dei quali affetti da diabete – di visionare un filmato divertente prima di partecipare a test specifici per la valutazione della memoria. Nel secondo i partecipanti hanno completato i test senza vedere nessun filmato. In entrambi i casi prima e dopo l'esperimento sono stati misurati i livelli di cortisolo in ciascun partecipante. E' stato così scoperto che oltre a ridurre i livelli dell'ormone dello stress vedere i filmati migliora anche i risultati ottenuti nei test per la valutazione delle capacità mnemoniche. A ottenere i benefici maggiori sono stati gli anziani affetti da diabete.

 

Lee Burk, coautore dello studio, ha spiegato che oltre ad avere un effetto positivo sull'umore e a ridurre i livelli di ormoni come il cortisolo farsi una risata riduce la pressione sanguigna e migliora il flusso del sangue, ma non solo. “Il fatto di ridere, o semplicemente di godersi un po' di humor, aumenta la secrezione di endorfine e di dopamina nel cervello, che forniscono un senso di piacere e di ricompensa”. Secondo Burk questi cambiamenti neurochimici a livello cerebrale aumenterebbero anche la “frequenza delle onde gamma”, fenomeno che può migliorare la memoria. Per tutti questi motivi la risata potrebbe avere sul cervello l'effetto di una vera e propria medicina.

 

Foto: © Barabas Attila - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 30/04/2014

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