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Gli italiani visti dall’Istat: il 73% si sente in salute

Come ogni anno l`Istat tasta il polso agli italiani. Sfogliando la sezione Sanità e salute dell`Annuario 2008 si scoprono alcune novità e molte conferme.
Aumentano le neomamme
: le italiane dopo molti anni tornano a fare più figli, ma sempre meno rispetto alle "colleghe" europee. Per fortuna, se l`economia non va a gonfie vele, almeno della salute gli italiani non sono scontenti: il 73% non se ne lamenta. Diminuiscono, ma non quanto servirebbe, i fumatori, mentre a tavola trionfano la dieta mediterranea e l`acqua in bottiglia.
UN FIGLIO VIRGOLA TRENTESETTE - La fecondità delle italiane nel 2007 è salita a 1,37 figli per donna rispetto all`1,35 registrato nel 2006. Si tratta del livello più alto riportato negli ultimi anni. Il Rapporto Istat evidenzia però come, "per il confronto internazionale i dati si fermano al 2006, e fatta eccezione per la Germania (1,34 figli per donna), solo alcuni paesi dell`Europa dell`Est hanno livelli di fecondità più bassi (in particolare la Slovacchia con 1,24 e la Polonia con 1,27)".
"BASTA CHE C`È LA SALUTE" - Il 73,3% degli italiani considera buono il proprio stato di salute: gli uomini di più, con il 76,6%, rispetto al 70,2% delle donne. Il 39,2% dei residenti in Italia dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche. Ai primi posti ci sono artrosi e artrite per il 17,9%, ipertensione per il 15,8%, malattie allergiche per il 10,6%, osteoporosi per il 7,3%.
IL "VIZIO" RESISTE - Nel 2008, i fumatori sono pari al 22,2% della popolazione dai 14 anni in su. Il dato è rimasto stabile negli ultimi tre anni, sebbene tra il 2000 e il 2005 si sia registrata una riduzione della quota di fumatori di circa due punti percentuali. Notevoli sono le differenze tra i sessi: tra gli uomini i fumatori sono il 28,6%, tra le donne il 16,3%. Il tabagismo è più diffuso nelle fasce di età giovanili e adulte e in particolare tra i 25 e i 34 anni, fascia di età in cui la quota raggiunge il 29,2%. Ma la percentuale più elevata di fumatori, il 36,9 %, si registra tra gli uomini della fascia di età 25-34 anni, mentre fra le donne la quota più elevata si registra tra i 45-54 anni con il 24,3%. I non fumatori rappresentano comunque la maggioranza della popolazione di 14 anni 52,9%, e sono evidenti le differenze di genere: il 38,9%degli uomini e il 65,9% delle donne.
LA PASTASCIUTTA BATTE IL PANINO - Niente fast food: ben sette italiani su dieci pranzano a casa e il 68% della popolazione considera il pranzo il pasto principale. Il modello alimentare italiano è quindi ben lontano dal ricorso al pasto veloce, consumato fuori casa. Fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni, tra gli adulti oltre la metà pranza a casa nei giorni feriali: la quota più bassa si registra tra gli uomini di 35-44 anni, con il 48,8%. Nella stessa fascia d`età si rileva anche la quota minima di persone che considera il pranzo come pasto principale, il 55%. Pranza a casa l`84,1% dei residenti nel Mezzogiorno, rispetto al 66,7% di chi abita al Nord. Il pasto principale è considerato il pranzo al sud con il 78,5% rispetto al 62,6% del Centro e al 62,3% del Nord.
ACQUA COL TAPPO - Quattro italiani su dieci non si fidano dell`acqua del rubinetto. Il 32,8% delle famiglie ha al suo interno uno o più componenti che dichiarano di non sentirsi sicuri nel berla. Tale fenomeno raggiunge i livelli più elevati in Sicilia con il 59,7%, Sardegna con il 56% e Calabria con il 43,8%.

di nadia comerci
Pubblicato il 12/11/2008