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Congiuntivite allergica, cosa fare?

Salviettine umidificate antiallergiche e occhiali di sole di qualità

Quando la congiuntivite ci colpisce, quali sono i rimedi? “Si può cercare di prevenire una reazione eccessiva con l’uso di colliri antistaminici non cortisonici che vanno somministrati almeno 10 giorni prima del periodo di esplosione dell’allergia. Il loro obiettivo è bloccare la liberazione di istamina, evitando i sintomi a essa collegati”. A spiegarlo è Francesco Loperfido, Consulente della Commissione Difesa Vista e Responsabile del servizio di Oftalmologia generale presso l’Unità Operativa di Oftalmologia e Scienze della Visione dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Se non si è stati previdenti, “una volta insorta la congiuntivite allergica si può intervenire con colliri cortisonici. Anche se la soluzione migliore è quella di fare una valutazione allergologica per prevedere il vaccino”.

 

Altri consigli per ridurre al minimo i fastidi: un’accurata pulizia della zona oculare con salviettine umidificate antiallergiche, evitare passeggiate nei campi e negli spazi aperti, specie nei periodi di maggiore diffusione dei pollini responsabili delle crisi allergiche, deumidificare gli ambienti in cui si vive. E per chi usa lenti a contatto, la scelta migliore sono quelle giornaliere, che consentono di eliminare quotidianamente eventuali allergeni presenti sulla lente e garantiscono una maggiore igiene e sterilità. Da ricordare, ancora una volta, che il modo miglior per contrastare l’infiammazione è proteggere gli occhi usando quotidianamente occhiali da sole di qualità, preferibilmente avvolgenti, che fungano da barriera di protezione per l’occhio per tenere lontani pollini e corpi estranei, e con lenti scure che proteggano dai raggi UV.

 

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Infine importante è anche l’ambiente in cui si vive: da escludere categoricamente ambienti che abbiano come pavimento la moquette, vero e proprio ricettacolo non solo per gli acari della polvere, ma anche per probabili allergeni che si infiltrano nel tessuto. Ovviamente, dal punto di vista medico, sarebbe opportuno e consigliabile fare dei test allergici, “ma bisogna evitare i periodi di probabile riacutizzazione della forma allergica, conclude Loperfido. I testi vanno dunque fatti in un periodo “silente” dal punto di vista allergologico. "Sarebbe comunque opportuno che il paziente - aggiunge l'esperto - prepari un diario della propria sintomatologia collegandole a probabili stimoli allergizzanti, utile per il futuro approfondimento dell’allergologo”.

di Redazione
Pubblicato il 15/05/2014