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Il nanogel per riparare le ustioni

Più rapido e sicuro delle soluzioni attuali, è stato messo a punto da un gruppo di esperti a Singapore

Le ustioni di secondo e terzo grado lasciano ferite difficili da rimarginare. La distruzione dell'epidermide e del derma associata a bruciature di questa gravità elimina infatti anche le cellule necessarie per la rigenerazione della cute, che di conseguenza ha bisogno di un aiuto esterno per riformarsi. Oggi da Singapore arriva una proposta innovativa per far fronte a questa necessità: utilizzare un nanogel formato da piccoli peptidi autoassemblanti che riesce a promuovere la rigenerazione della pelle fungendo da impalcatura su cui le cellule riescono a proliferare più velocemente, riducendo allo stesso tempo il rischio di infezioni e la comparsa di cicatrici.

 

La soluzione è stata messa a punto dai ricercatori dell'Institute of Bioengineering and Nanotechnology, che hanno dimostrato le potenzialità del nanogel in uno studio pubblicato sulla rivista Biomaterials. Il suo meccanismo di funzionamento è piuttosto semplice: l'aggiunta di acqua porta i peptidi (brevi sequenze di amminoacidi) ad autoassemblarsi in nanofibre che intrappolano l'acqua stessa, formando un gel fibroso simile alla matrice extracellulare. Quest'ultima è una componente integrante dei tessuti della pelle la cui funzione è quella di fornire alle cellule un supporto meccanico e strutturale. Mettendo a disposizione delle cellule della pelle risparmiate dall'ustione un substrato poroso e umido sul quale crescere, il nanogel permette una guarigione molto più veloce rispetto alle soluzioni a base di silicone attualmente utilizzate.

 

Studi condotti sugli animali hanno dimostrato che questo nuovo materiale, che potrebbe essere commercializzato sotto forma di cerotti, gel ad uso topico, spray o polveri da idratare, permette di rimarginare pressoché totalmente la ferita in circa 2 settimane, una velocità quasi doppia rispetto a quella dei prodotti al silicone. I ricercatori vorrebbero però spingersi oltre. “Speriamo di sviluppare un gel in cui incorporare agenti bioattivi per stimolare ulteriormente la rigenerazione della pelle”, racconta Charlotte Hauser, team leader dell'Institute of Bioengineering and Nanotechnology. Ma c'è di più. “I nostri peptidi – aggiunge la ricercatrice – potrebbero essere utilizzati anche per sviluppare sostituti sintetici della pelle per ustioni più profonde”.

 

Foto: © Minerva Studio - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 23/05/2014