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Midollo osseo:
trovata la chiave
per sconfiggere l’Hiv?

Avere la sfortuna di ammalarsi non solo di leucemia, ma anche di contrarre l`Hiv (virus da immunodeficienza umana). Entrare in sala operatoria e uscire guarito dal virus grazie a un trapianto di midollo osseo: è successo a un quarantaduenne americano ed è un caso che fa da apripista a nuove speranze sulla cura dell`Hiv.
Sembra un miracolo, e invece non lo è. Il merito è di una mutazione genetica: nel 1996 emerse che alcuni omosessuali, pur conducendo una vita altamente a rischio, non venivano infettati dal virus. La loro immunità era data da una modificazione dei geni, ereditata da entrambi i genitori, capace di neutralizzare una molecola, denominata Ccr5, che agisce come porta d`ingresso dell`Hiv alle cellule. Bloccando la Ccr5, in parole semplici, si ferma anche l`Hiv.
Il paziente, dopo l`intervento, ha continuato le terapie anti-leucemia, ma è diventato invulnerabile al virus dell`immunodeficenza umana. Il tutto è accaduto grazie all`intuizione di Gero Hutter, ematologo della clinica universitaria Charité di Berlino: il midollo osseo genera le cellule del sistema immunitario, quindi attraverso un trapianto è teoricamente possibile mutarle in modo da rendere il paziente immune dal virus.
In tutta la Germania c`erano ottanta donatori compatibili ma solo uno, il numero 61 della lista, presentava la mutazione genetica che neutralizza l`Aids. Un colpo di fortuna, se si considera che in Europa solo l`1% della popolazione possiede questa particolare mutazione genetica e che in Asia, Africa e Sud America praticamente non esiste.  
Prima del trapianto Hutter ha somministrato potenti farmaci e radiazioni per eliminare le cellule del midollo osseo del paziente. Questa procedura può avere contribuito alla riuscita del trattamento.
Dopo il trapianto, i medici hanno sospeso il trattamento anti Hiv per limitare il rischio di rigetto, ma si prevedeva di riprenderlo. Non ce n`è stato più bisogno. A distanza di 600 giorni dall`operazione, il paziente è guarito: il virus non è tornato a manifestarsi. Lo stesso Hutter ha confessato di essere “molto sorpreso” perché, quasi due anni dopo, i test standard non hanno rilevato virus nel sangue del trapiantato, né nel cervello o in altri tessuti dove spesso si annida.
Molti esperti pensano che il virus sia stato espulso dall`organismo, ma sia stato comunque reso innocuo. L`Hiv circolerebbe ancora, ma senza la capacità di attaccare le cellule.
I ricercatori, però, mettono in guardia da facili entusiasmi. Con l`Hiv, e con l`Aids, spiegano, si deve andare cauti: a 25 anni dalla sua scoperta, infatti, non c`è ancora nessuna cura definitiva, né un vaccino che impedisca il contagio.

di paolo fiore

Data: 13/11/2008

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