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Quando internet diventa una droga

Non è ancora stata inserita nel Diagnostic and statistical manual of mental disorders, uno degli strumenti di diagnosi più utilizzati dagli psichiatri di tutto il mondo, ma ormai viene sempre più spesso paragonata a una dipendenza a tutti gli effetti: è la net-addiction, la internet-dipendenza, patologica quanto quella da gioco d`azzardo o da shopping, che ha una sua sintomatologia specifica con tanto di sindrome da astinenza e sempre crescenti soglie di tolleranza.
Email, messaggistica istantanea e giochi, ma anche informazione, servizio pubblico e pagamenti online: il numero degli internauti italiani è in crescita. Il Rapporto Istat 2008 indica che il 44,9% della popolazione dai tre anni in su usa il computer e che il 40,2% naviga su internet. La fascia d`età maggiormente interessata al fenomeno è quella dei giovani tra i 15 e i 19 anni: l`80% trascorre gran parte del proprio tempo davanti il monitor del pc tra chat, social network, games online. Più aumenta l`età, più diminuisce l`alfabetizzazione informatica: solo l`1,9% degli ultra-settantacinquenni utilizza il pc.
Un passo avanti verso il riconoscimento del disturbo è stato compiuto dalla Cina: il ministero della Salute di Pechino ha infatti recentemente classificato la dipendenza da internet come un disordine clinico. Sono 253 milioni i cinesi “online”, la maggior parte dei quali giovani e giovanissimi. La ricerca condotta ha fornito dei dati precisi, secondo cui il 42% dei cinesi si sente dipendente da internet, a fronte del 18% degli americani. Il tempo che un “addicted” trascorre mediamente online, sottraendo tempo allo studio o al lavoro, è di circa 6 ore al giorno: a monte del disturbo però, spiegano medici ed esperti, ci sono spesso problematiche psicologiche più profonde. Un uso “ossessivo-compulsivo” del web, per esempio, può derivare da carenze nella vita familiare, o dal fatto che molti bambini cinesi sono figli unici e sperimentano sin da piccoli la solitudine.
La terapia prevede un`eliminazione drastica della connessione internet e un contemporaneo supporto psicologico in gruppi di lavoro che ripristinino le capacità relazionali individuali andate perdute. Circa il 70% dei pazienti che si sono sottoposti alle cure dei medici è guarito. Spegnere il computer e distogliere lo sguardo dallo schermo, insomma, è possibile.

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Pubblicato il 13/11/2008