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Nel Dna è scritta l'amicizia

Due amici condividono lo 0,1% di Dna in più rispetto a due sconosciuti

Cosa spinge due sconosciuti a diventare amici? Secondo un nuovo studio pubblicato su Pnas da James Fowler e Nicholas Christakis, ricercatori rispettivamente dell'Università della California di San Diego e dell'Università di Yale ad entrare in gioco potrebbero essere anche i geni. I due scienziati hanno infatti scoperto che due amici condividono una quantità di Dna simile a quella che accomuna due cugini di quarto grado (vale a dire due persone che hanno in comune una coppia di nonni dei loro bisnonni).

 

Per giungere a questa conclusione Fowler e Christakis hanno analizzato il Dna di circa 2 mila individui che erano stati coinvolti nel Framingham study, uno studio che tra gli anni '70 e i primi anni del nuovo secolo ha previsto di raccogliere anche informazioni sui rapporti di amicizia fra i partecipanti. Lo studio si è concentrato su quasi 500 mila punti del Dna, ma non ha permesso di andare oltre alla rilevazione e alla localizzazione delle similarità. Così, se è stato possibile scoprire che fra i geni più spesso condivisi da due amici ci sono quelli che controllano l'olfatto, d'altra parte non è stato possibile ottenere nessun indizio sui meccanismi alla base di questo fenomeno.

 

Fowler non si è però sottratto all'elaborazione di qualche ipotesi per tentare di spiegare le similarità riscontrate. Secondo il ricercatore, ad esempio, avere geni simili potrebbe aumentare le possibilità di incontrarsi spingendo a frequentare gli stessi ambienti, oppure potrebbe corrispondere ad avere capacità simili in ambito lavorativo. Ma c'è di più. Secondo l'esperto queste similarità potrebbero avere anche un significato evolutivo e aver portato alla comparsa di particolari comportamenti umani, come quelli altruistici.

 

Foto: © Lonely - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 16/07/2014

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