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Caffeina contro l'acufene? Il caffè spegne i ronzii nelle orecchie

Nuovi indizi da uno studio sull'American Journal of Medicine

Probabilmente è ancora presto per consigliare a chi soffre di acufeni di combattere il problema bevendo caffè. E' però fuori da ogni dubbio che quanto pubblicato sulle pagine dell'American Journal of Medicine aumenti le speranze di chi ha a che fare con quei fastidiosi ronzii alle orecchie che possono diventare una costante senza soluzione. Sul numero di agosto della rivista scientifica è infatti apparso uno studio del Brigham and Women’s Hospital di Boston secondo cui nelle donne giovani e di mezza età che assumono più caffeina rispetto alle altre l'incidenza degli acufeni è significativamente ridotta.

 

La ricerca ha previsto di raccogliere per 18 anni informazioni sullo stile di vita e sullo stato di salute di più di 65 mila donne che all'inizio dello studio, nel 1991, avevano un'età compresa tra i 80 e i 44 anni. Nel 2009 le partecipanti che avevano sviluppato un acufene erano 5.289. Analisi più approfondite hanno però svelato che l'incidenza del disturbo era più elevata fra le donne che consumavano meno caffè. In particolare, i ricercatori hanno riscontrato una riduzione dell'incidenza dell'acufene pari al 15% nelle donne che assumevano da 450 a 599 mg di caffeina al giorno (pari ad almeno 6 tazzine di espresso al giorno, a seconda delle quantità di caffeina tipiche della miscela utilizzata) rispetto a quelle che ne assumevano meno di 150 mg al giorno.

 

“Il motivo alla base dell'associazione osservata non è chiaro”, ha commentato Gary Curhan, il responsabile dello studio, medico del Brigham and Women’s Hospital e docente di Medicina all'Harvard Medical School. Questi dati vanno quindi ad aggiungersi a quelli che dimostrano la capacità della caffeina di esercitare un effetto diretto sull'orecchio interno e di stimolare il sistema nervoso centrale, ma prima di poterne prescrivere l'assunzione in caso di acufeni saranno necessarie ulteriori ricerche che ne confermino i benefici.

 

Foto: © Volodymyr Vechirnii - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 18/08/2014