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Lotta al mal di testa: la «I giornata italiana» prende il via a Torino

Contro quel fastidioso “cerchio alla testa” che colpisce tra gli 8 e i 9 milioni di italiani, l`appuntamento è per il 15 novembre a Torino in piazza Castello per la “Prima giornata nazionale del mal di testa”. Medici e specialisti neurologi della Sisc (Società scientifica italiana per lo studio delle cefalee) scenderanno in piazza per informare e sensibilizzare cittadini, politici e amministratori della sanità su un disturbo in grado di condizionare negativamente le giornate, la vita lavorativa e l`umore di molti.
L`intento degli esperti della Sisc è in particolare quello di evidenziare la gravità della cefalea cronica, il mal di testa più intenso e invalidante, che si manifesta con attacchi di emicrania quotidiani e che viene spesso complicato dall`abuso di farmaci. È questa la forma di cefalea che affligge 3 degli 8 milioni di malati in Italia: una patologia grave, se si pensa che il 30% dei pazienti a causa del dolore è costretto a rinunciare a una vita di relazione, agli impegni di lavoro o alle cure della famiglia. E ancor di più se si tiene conto che nel 43% dei casi la cefalea cronica causa tensioni in famiglia, nel 23% incide negativamente sulla sfera sessuale e nel 60% genera ansia e depressione.

Stress, intensa attività lavorativa, mancanza di sonno ed esposizione ai raggi solari: questi i principali fattori che possono concorrere a scatenare una crisi di cefalea. 

Ma anche il fumo, un`alimentazione inadeguata, il consumo eccessivo di alcool o l`assunzione di posizioni scorrette, dicono gli esperti, sono correlati con quel fastidioso "cerchio" che ci rende più irritabili e ansiosi.
La Giornata nazionale per la lotta al mal di testa, che si svolgerà ogni anno il 15 novembre in tutta la penisola, si propone proprio di illustrare con chiarezza i benefici della prevenzione e della diagnosi precoce, oltre che le possibilità terapeutiche delle diverse forme di cefalea. L`obiettivo è anche quello di aumentare la conoscenza e la consapevolezza del problema, mirando al rafforzamento delle strutture specializzate e alla sensibilizzazione dei medici di famiglia e degli ospedali.

“L`Organizzazione mondiale della sanità – spiega Lorenzo Pinessi, presidente Sisc – la riconosce come una vera e propria malattia, tra le più importanti cause di disabilità. E l`emicrania, la forma più diffusa di cefalea primaria, è al dodicesimo posto tra le più frequenti patologie mondiali che devastano la qualità della vita”.
Tuttavia, secondo Pinessi, nel nostro Paese il mal di testa rimane una malattia nascosta, sottostimata, sottovalutata e malcurata. E questo avviene nonostante gli enormi costi sanitari che la patologia comporta: circa 600 euro per paziente all`anno, per un totale di oltre 3 milioni di euro annui. Spesa alla quale vanno aggiunti i 25 milioni di euro in giornate lavorative perse a causa del malessere. “Il Servizio sanitario nazionale – continua Pinessi – non ha ancora affrontato in modo adeguato il problema e lo include nei livelli minimi di assistenza come patologia minore, con la conseguenza che la maggior parte dei malati spesso nasconde il problema al medico ricorrendo a un dannoso fai da te”.
Solo il 15% dei malati, infatti, si rivolge allo specialista. Il 50%, invece, preferisce il "fai da te" ricorrendo agli analgesici da banco, spesso abusandone e rischiando di cronicizzare il disturbo. “Le cefalee - conclude Pinessi - per essere risolte necessitano di medici esperti, centri specializzati, diagnosi corrette, farmaci mirati e a volte anche del ricovero, attualmente considerato, per la sanità pubblica italiana, improprio o inadeguato”.   

di lidia baratta
Pubblicato il 15/11/2008