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Accesso acqua potabile e servizi igienici: da rivedere gli standard

Il numero di persone che dispongono di adeguati servizi igienici sarebbe maggiore

Gli standard per valutare i progressi nell'accesso della popolazione mondiale all'acqua potabile e ai servizi igienici sono inadeguati. A sostenerlo è una ricerca condotta dal Water Institute dell'Università della Carolina del Nord e della London School of Hygiene and Tropical Medicine. Sotto accusa finiscono gli standard di riferimento usati dal “Programma congiunto per il monitoraggio dei progressi ottenuti nell’approvvigionamento e nell’igiene delle acque” redatto dall'Oms e dall'Unicef. Questo documento valuta i passi in avanti – e quelli ancora da compiere – per il raggiungimento di uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio definiti dalle Nazioni Unite, ovvero il dimezzamento entro il 2015 del numero di persone che nel mondo non dispongono ancora di fonti idriche e servizi igienici adeguati.

Secondo gli standard in uso, una fonte idrica è bonificata se incontaminata e disponibile per un'intera comunità; un servizio igienico lo è quando non presenta rischi per la salute ed è disponibile invece a livello domestico. I dati rilevati sulla scorta di questi riferimenti rivelano un deficit tre volte maggiore di persone che non hanno accesso a servizi igienici piuttosto che a fonti di acqua potabile. Lo studio pubblicato su Plos One mette in discussione proprio questi risultati e suggerisce di usare degli standard di riferimento equivalenti. In questo modo la situazione si capovolge, essendo maggiori i progressi raggiunti nell'accesso a servizi igienici non contaminati piuttosto che a fonti di acqua potabile.

Dal momento che i risultati migliori si ottengono per entrambi i servizi al livello domestico e non di comunità, il team conclude che tutti gli obiettivi per l'accesso universale a questi servizi da raggiungere dopo il 2015 dovrebbero essere considerati con questo unico standard di riferimento. I suggerimenti di questa ricerca potranno essere preziosi per la revisione già prevista del programma dell'Oms e dell'Unicef.

di Vito Miraglia
Pubblicato il 25/08/2015

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