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Anziani a rischio se prendono troppi farmaci

Dopo i 60 anni, dalle otto alle dieci pillole al giorno. Tra i pericoli le reazioni avverse dei trattamenti

Troppi farmaci per gli anziani. Il dato arriva dal Canada: un individuo su tre, fra i 75 e gli 85 anni, prende cinque o più medicinali al giorno, oltre a un numero indefinito di farmaci senza obbligo di ricetta. Le conseguenze per la salute sono causate dalle interazioni tra i farmaci e dalle reazioni avverse che questo sovra-dosaggio può comportare. Bastano pochi accorgimenti, in ogni caso, per limitare i danni.

In Italia – secondo i dati dell'Osservatorio Ano – un ultrasessantenne prende dalle otto alle dieci compresse al giorno (non necessariamente gli stessi principi attivi); l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, invece, parla di 1,3 milioni di persone anziane che prendono più di dieci farmaci al giorno. Spesso sono le abitudini dei pazienti a causare quella che in gergo si chiama polifarmacoterapia, cioè l'assunzione concomitante di più farmaci appartenenti o meno alla stessa classe terapeutica. I pazienti anziani hanno una probabilità maggiore di avere una reazione avversa, così come tra i pazienti in politerapia aumenta il rischio di mortalità.

Il numero di farmaci prescritti può aumentare se un anziano si rivolge a più specialisti; per questo una soluzione potrebbe essere farsi seguire da un solo medico, come ad esempio un geriatra, che conosca tutto di quel paziente, che prescriva quindi pochi farmaci e che sappia quali sono i vantaggi e i rischi di nuovi trattamenti. Molti farmaci infine, come quelli per il colesterolo, il diabete o la pressione alta, possono essere ridotti nel dosaggio o addirittura eliminati, se si seguono stili di vita più salutari: l'attività fisica o una dieta più sana possono risultare più vantaggiosi per la salute delle persone anziane.

di Vito Miraglia
Pubblicato il 30/01/2015

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