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Zuccheri, ecco le nuove linee guida dell'Oms

Il limite massimo resta al 10%, ma il consiglio è chiaro: meglio non superare il 5% delle calorie totali

Non più del 10% delle calorie quotidiane: è questo il limite massimo di zuccheri che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) concede di consumare ogni giorno. Oggi, però, gli esperti aggiungono un ulteriore consiglio, suggerendo di scendere addirittura al di sotto del 5% delle calorie quotidiane e raggiungere così un massimo di 25 grammi di zucchero al giorno (pari a circa 6 cucchiai da tè), in modo da poter ottenere ulteriori benefici in termini di salute. Il suggerimento è contenuto nelle nuove linee guida sull'assunzione di zuccheri da parte di adulti e bambini, pubblicate dall'Oms a un anno esatto dall'apertura della consultazione pubblica sulla loro bozza, annunciata nel marzo del 2014.

 

La consultazione ha permesso di raccogliere più di 170 commenti da parte di agenzie governative, agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni non-governative, industrie, istituzioni accademiche e altri soggetti interessati all'argomento. Nel frattempo gli esperti hanno revisionato le evidenze scientifiche sul tema. E' dall'insieme delle informazioni così raccolte che sono nate le nuove linee guida, che non fanno riferimento agli zuccheri presenti nella frutta fresca e nella verdura o a quelli contenuti nel latte. Nel loro caso, infatti, non ci sono prove di effetti avversi sulla salute associati al loro consumo. Ad essere interessati sono invece gli zuccheri “liberi” nascosti nei cibi processati, inclusi alcuni prodotti non considerati “dolci”. Basta pensare al ketchup, che porta con sé 4 grammi di zuccheri in 1 solo cucchiaio da tavola, oppure una lattina di una bibita analcolica, che può contenerne fino a 40 grammi.

 

Raccomandazioni con solide basi scientifiche

Le prove scientifiche su cui si basano le nuove linee guida dell'Oms dimostrano che gli adulti che consumano meno zuccheri pesano di meno e che l'aumento del consumo di zuccheri è associato all'aumento di peso. Non solo, esistono prove scientifiche anche del fatto che fra i bambini i forti consumatori di bevande zuccherate hanno una maggiore probabilità di essere sovrappeso o addirittura obesi. A supporto delle raccomandazioni dell'Oms si aggiungono anche le prove della maggiore incidenza della carie negli individui che assumono quotidianamente quantità di zuccheri superiori al 10% dell'apporto calorico totale.

 

Per tutti questi motivi l'Oms raccomanda di non superare il limite massimo del 10% di calorie quotidiane assunte sotto forma di zuccheri. L'ulteriore consiglio, da considerare facoltativo, di mantenersi al di sotto della soglia del 5% si basa su alcuni studi che suggeriscono l'esistenza di benefici addizionali derivanti da questa scelta che però non sono sufficienti a farne una vera e propria raccomandazione.

 

Non solo zuccheri

Annunciando la pubblicazione delle nuove linee guida l'Oms ricorda che il loro uso dovrà essere abbinato a quello delle raccomandazioni riguardanti gli altri nutrienti, in particolare quelle sul consumo dei grassi. Ma cosa significa tutto ciò dal punto di vista pratico? Secondo Francesco Branca, direttore del Dipartimento di Nutrizione per la Salute dell'Oms, per essere all'altezza dell'impegno a ridurre l'impatto delle malattie non trasmissibili associate al consumo eccessivo di zuccheri le nazioni dovranno impegnarsi in cambiamenti delle politiche attualmente adottate.

 

Per quanto riguarda l'Italia, lo scorso mese di novembre l'argomento è stato portato sotto ai riflettori dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha commentato l'eventualità di ridurre il consumo giornaliero massimo di zuccheri al 5% “un'aggressione alle nostre tradizioni dolciarie”. Dichiarandosi contraria a “diktat senza base scientifica”, il Ministro è parsa chiaramente contraria alla proposta. C'è però un punto su cui sembrano non esserci dubbi: “Abbiamo prove consistenti – ha sottolineato Branca – che mantenere l'apporto di zuccheri liberi al di sotto del 10% dell'introito totale di energia riduce il rischio di sovrappeso, obesità e carie”.

 

Foto: © picsfive - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 08/06/2015