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Una chirurgia senza bisturi: ecco come si cura la cataratta

Gli esperti ne parlano al Congresso Nazionale di Firenze

Niente bisturi, incisioni minime e lenti intraoculari che permettono di correggere tutti i vizi refrattivi della vista, presbiopia inclusa: è questa la nuova frontiera della chirurgia della cataratta. A permettere di raggiungerla sono stati il femtolaser e la facoemulsificazione, dalla cui combinazione è nata una metodica che permette di migliorare i risultati degli interventi chirurgici per eliminare l'opacizzazione del cristallino spesso associata all'invecchiamento, aumentandone sia la tollerabilità che le possibilità di recupero della vista. Il loro impiego è fra gli argomenti al centro dei dibattiti del Congresso Nazionale di Chirurgia della Cataratta organizzato a Firenze dal 12 al 14 marzo. Ma di cosa si tratta esattamente?

 

Una tecnica al centro della chirurgia della cataratta. Come spiega Aldo Caporossi, direttore dell’Istituto di Clinica Oculistica dell’Università Cattolica - Policlinico universitario “A. Gemelli” di Roma, la facoemulsificazione è una tecnica di importanza centrale nella chirurgia della cataratta. La metodica, che al momento rappresenta l'approccio più diffuso alla risoluzione di questo problema all'occhio, permette di frantumare e aspirare la cataratta all'interno dell'occhio prima di introdurre una lente sostitutiva eseguendo solo una piccola incisione. Grazie alle nuove apparecchiature oggi a disposizione questa tecnica ha raggiunto oggi un livello di sicurezza difficilmente raggiungibile con altre tecniche chirurgiche. “L’intervento di cataratta con tecniche micro-incisionali consente un immediato recupero anatomico e funzionale per l’occhio, con un ottimo comfort e un elevato grado di soddisfazione per il paziente – spiega Caporossi – la tecnica ha portato a risultati refrattivi che consentono la modulazione della necessità di occhiali nel post operatorio”.

 

Così si taglia senza il bisturi. Utilizzando brevi impulsi di luce infrarossa il femtolaser, impiegato già da tempo non solo nella terapia della cataratta ma anche in altri tipi di intervento agli occhi, consente di incidere la cornea e di eseguire alcuni dei primi passaggi del trattamento della cataratta ancora prima di entrare in sala operatoria, dove verranno utilizzati i sistemi di facoemulsificazione. “È grazie a microesplosioni con formazioni di microscopiche bolle d’aria all’interno dei tessuti corneali e del cristallino, che vengono eseguiti tagli senza la necessità di utilizzare lame chirurgiche” spiega Caporossi: l'estrema precisione del risultato ottenibile permette sia di ridurre la variabilità del risultato che di personalizzare la procedura in base alle caratteristiche dell'occhio. L'impianto di lenti innovative permette poi di correggere i vizi refrattivi meglio rispetto a quanto possibile con le tecniche tradizionalmente impiegate per il trattamento della cataratta.

 

L'uso combinato di femtolaser e facoemulsificazione è una metodica in continuo sviluppo. “Siamo certi – afferma Caporossi – che il prossimo anno presenteremo nuove evoluzioni del trattamento nel Congresso che sarà organizzato al Gemelli con sedute di live surgery dove questi femtolaser mostreranno tutta la loro potenzialità anche nella chirurgia della cataratta, rendendo stabile la presenza di queste tecnologie nel bagaglio delle migliori Cliniche oculistiche”.

 

Foto: © abhijith3747 - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 17/03/2015