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Studi clinici, sotto accusa (non solo) le aziende farmaceutiche

Nemmeno gli enti pubblici spiccano per trasparenza. Ecco lo studio che svela la portata del problema

Le aziende farmaceutiche non sono gli unici sponsor degli studi clinici a mostrarsi reticenti nel divulgare i dati delle sperimentazioni. Secondo uno studio pubblicato sulNew England Journal of Medicine anche le istituzioni pubbliche e gli enti governativi non rendono pubblici i risultati dei trial clinici entro i tempi previsti, deludendo così sia le aspettative dell'opinione pubblica, sia quelle degli operatori sanitari, che come sottolinea Eric Peterson, coautore dello studio, vorrebbero una “scienza aperta”.

 

Insieme ai colleghi della Scuola di Medicina della Duke University di Durham (Usa) Peterson ha analizzato le informazioni raccolte in ClinicalTrials.gov, sito web creato appositamente per rendere pubblici i risultati degli studi clinici dall'entrata in vigore della legge che impone, negli Stati Uniti, che tali risultati vengano divulgati entro un tempo massimo di 12 mesi. Confrontando la banca dati di ClinicalTrials con le informazioni ottenute dalla National Library of Medicine sulle sperimentazioni cliniche i cui dati avrebbero dovuto essere divulgati i ricercatori hanno scoperto che nei primi 5 anni dall'entrata in vigore della legge a rispettarla sono stati solo il 17% degli studi clinici sponsorizzati dalle industrie farmaceutiche, l'8,1% di quelli finanziati dai National Institute of Health (NIH) e il 5,7% dei quelli pagati da istituzioni accademiche o governative diverse dai NIH. Chi dovrebbe controllare che la regola venga rispettata (i National Institutes of Health) si è quindi comportato anche peggio delle aziende farmaceutiche spesso accusate dall'opinione pubblica di essere poco trasparenti.

 

Al termine dei primi 5 anni di validità della legge la situazione sembra essere in via di miglioramento, con il 42% delle aziende farmaceutiche, il 39% dei responsabili degli studi finanziati dai NIH e il 28% degli altri sponsor accademici o governativi ligi al dovere. Tuttavia, secondo Peterson, “nonostante le leggi nazionali, gli studi sponsorizzati dall'industria e, soprattutto, dai National Institutes of Health hanno ancora molta strada da fare”.

 

Foto: © Gajus - Fotolia.com

di s.s.
Pubblicato il 05/06/2018