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Grasso addominale, è un gene a decidere chi avrà un fisico "a mela"

Studiato nei pesci, è più attivo in chi convive con il diabete di tipo 2

Chi tende ad accumulare grasso a livello addominale potrebbe dover incolpare i geni di questa sua predisposizione a sviluppare il cosiddetto fisico “a mela”. Un gruppo di ricercatori della Duke University di Durham (Stati Uniti) ha infatti scoperto in uno studio pubblicato su Pnas che il gene Plexin D1 controlla dove e come viene accumulato il tessuto adiposo.

 

Immagazzinare grasso sull'addome è una tendenza pericolosa per la salute. Oltre ad insinuarsi fra gli organi il tessuto adiposo viscerale produce infatti ormoni e altre molecole che infiammano i tessuti, aumentando così il rischio di problemi metabolici come il diabete, di aumento della pressione e di infarti e ictus. Gli autori dello studio, guidati dall'esperto di genetica molecolare John Rawls, hanno scoperto che nell'organismo modello zebrafish l'eliminazione di Plexin D1 riduce la quantità di grasso viscerale e ne modifica l'aspetto. In questi animali il tessuto adiposo accumulato a livello addominale tende infatti ad essere formato da cellule più numerose ma più piccole, catteristica associata a una riduzione del rischio di resistenza all'insulina (fattore di rischio per il diabete e le malattie cardiovascolari) e di malattie metaboliche. Per di più aumentando il contenuto di grassi nell'alimentazione degli animali le differenze fra il tessuto adiposo dei pesci privi di Plexin D1 e di quelli con il gene normale sono ancora più evidenti. Test di tolleranza del glucosio hanno inoltre svelato che i mutanti riescono a controllare meglio il glucosio nel sangue e sembrano protetti dalla comparsa della resistenza all'insulina.

 

L'aumento dei livelli di Plexin D1 riscontrabile nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 suggerisce che nell'uomo questo gene svolga la stessa funzione scoperta in zebrafish. “Pensiamo che funzioni nei vasi sanguigni per progettare l'ambiente nel tessuto adiposo viscerale”, spiega James Minchin, primo nome dello studio, secondo cui si tratterebbe solo di uno dei molti geni che contribuiscono a determinare la forma del corpo, influenzando così la salute metabolica. “I componenti di questa via molecolare – spiega Rawls riferendosi ai meccanismi cui partecipa Plexin D1 – possono diventare potenziali bersagli per porre rimedio ai pericoli associati all'accumulo di grasso viscerale”.

 

Foto: © aboikis - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 01/06/2018