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Gluten-free ma con eccezioni: la dieta per la sensibilità al glutine

Uno strappo ogni tanto è possibile, parola di esperti

Il glutine non è un problema solo per chi soffre di celiachia. Esiste infatti anche un'altra condizione, definita “sensibilità al glutine”, che è scatenata dall'ingestione di questa sostanza ma non provoca le stesse alterazioni associate alla malattia celiaca. Oggi gli esperti hanno una risposta anche per chi è alla ricerca di una soluzione a questo problema: uno studio dell'Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (Aigo) suggerisce che anche in caso di sensibilità al glutine i sintomi possano essere contrastati con una dieta gluten-free. Le buone notizie non finiscono però qui. Infatti secondo gli esperti Aigo la sensibilità consente di fare degli strappi alla regola e di alternare periodi in cui il glutine è bandito dall'alimentazione a fasi in cui si consumano anche i cibi normalmente proibiti.

 

“Rispetto alla celiachia, patologia che impone una dieta stretta totalmente priva di glutine, chi soffre di sensibilità a questa sostanza può, a seguito dell’indicazione del suo medico, alternare periodi di astinenza a fasi in cui può assumere glutine”, spiega Luca Elli, coordinatore di “Glutox”, lo studio che ha confermato il ruolo del glutine nella comparsa di sintomi spesso confusi con quelli della sindrome dell'intestino irritabile. La ricerca ha previsto che i partecipanti, affetti da disturbi simili a quelli associati alla malattia celiaca ma non celiaci, escludessero il glutine dalla propria alimentazione per 3 settimane, al termine delle quali hanno dovuto assumere la sostanza oppure un placebo. In questo modo Elli e collaboratori hanno dimostrato che in 1 caso su 4 pazienti non celiaci e non allergici al grano con problemi simili a quelli della sindrome dell'intestino irritabile o di altre patologie intestinali possono attribuire il loro problema proprio al glutine. Per questo una dieta gluten-free potrebbe essere la soluzione più adatta al loro caso.

 

Secondo le stime il problema potrebbe riguardare dal 5 al 10% della popolazione italiana. Per tutte queste persone le regole da seguire durante i periodi di esclusione del glutine sono le stesse indicate a chi soffre di celiachia: mangiare solo cibi gluten-free; tenere gli alimenti senza glutine separati dagli altri; usare per i cibi glute-free pentole, stoviglie, posate e superfici non contaminate da glutine; quando si mangia fuori casa affidarsi ai siti delle associazioni dei pazienti per individuare i locali di ristorazione adatti ai celiaci, informare sempre il personale delle proprie esigenze alimentari e degli ingredienti assolutamente vietati e informarsi sempre sugli ingredienti delle pietanze che si vuole mangiare. In caso di dubbi è inutile correre rischi: meglio scegliere un'altra portata.

 

Foto: © AGcuesta - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 09/04/2015