Logo salute24

Disfagia, fra le cause anche l'invecchiamento

Alla sua base non c'è necessariamente un altro problema di salute. A dimostrarlo è una nuova ricerca

Per lungo tempo gli esperti hanno nutrito diversi dubbi sulla sua origine, ma oggi sembra essere stato definitivamente chiarito che anche la disfagia può essere una conseguenza dei processi di invecchiamento. Insieme alla vista, all'udito e alle altre funzioni che possono essere compromesse dallo scorrere degli anni, anche la capacità di deglutire può infatti ridursi un po' alla volta senza nascondere necessariamente un altro problema di salute. A confermarlo è un gruppo di ricercatori guidato dall'esperta di otorinolaringoiatria Teresa Lever, che ha studiato il fenomeno in una ricerca ora pubblicata sulla rivista Dysphagia.

 

“Per anni siamo riusciti solo a trattare i sintomi senza essere in grado di arrivare alle cause alle radici della disfagia”, spiega Lever. Analizzando la comparsa dei sintomi in topi sani la ricercatrice e i suoi colleghi hanno però scoperto che con lo scorrere dei mesi gli animali sviluppano molti dei sintomi di disfagia manifestati da persone sane durante l'invecchiamento. I problemi di deglutizione non sono perciò necessariamente associati a patologie come il Parkinson o la sclerosi laterale amiotrofica, ma possono comparire come naturale conseguenza del passare degli anni. In altre parole l'invecchiamento è una delle cause dei rallentamenti, dei ritardi nella deglutizione e delle difficoltà a coordinare i movimenti necessari per eglutire con cui ha a che fare chi soffre di disfagia.

 

Il problema non deve essere sottovalutato. Le persone più anziane, ma anche quelle che convivono con patologie neurodegenerative o con tumori alla testa e al collo, possono infatti rischiare la malnutrizione o patologie come la polmonite da aspirazione, dovuta all'ingresso di cibo o anche solo saliva nelle vie respiratorie facilitato dai problemi di disfagia. Questa nuova scoperta potrebbe portare all'individuazione di nuove strategie per evitare che tutto ciò accada. “Ci offre le basi – sottolinea Lever – per studiare modi per prevenire, ritardare o potenzialmente invertire i disturbi della deglutizione utilizzando nuove terapie”.

 

Foto: © eddie toro - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 11/09/2015