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Con un'analisi del sangue la biopsia è liquida

Un nuovo sistema permette di separare le cellule tumorali circolanti utilizzando onde acustiche

Una biopsia liquida per la diagnosi dei tumori: la proposta arriva dagli Stati Uniti, dove un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon University, del Massachusetts Institute of Technology e della Pennsylvania State University hanno messo a punto un nuovo sistema basato sull'uso delle onde acustiche per separare le cosiddette cellule tumorali circolanti (ctc) dai globuli bianchi. Descritta sulla pagine di Pnas, la nuova metodica potrebbe quindi rendere possibile identificare un tumore tramite una semplice analisi del sangue, evitando prelievi chirurgici a volte invasivi e dolorosi.

 

In realtà gli autori dello studio pubblicato su Pnas non sono i primi a interessarsi alle ctc. Queste cellule, che si staccano dalla massa tumorale e viaggiano trasportate dal flusso sanguigno, possono infatti fornire informazioni interessanti sul cancro con cui si ha a che fare, in particolare sulle sue caratteristiche genetiche, sulla risposta alle terapie e sulle metastasi. Purtroppo però le tecniche attualmente a disposizione per la loro identificazione richiedono l'uso di marcatori che possono modificarle chimicamente o di approcci meccanici che rischiano di danneggiarle. In entrambi i casi le cellule identificate non sono sempre utilizzabili per analisi successive. Questo nuovo sistema permette invece di ottenere ctc da analizzare ulteriormente.

 

Rispetto a versioni precedenti il sistema descritto su Pnas è anche più rapido, ma purtroppo non ancora abbastanza da pensare di poterlo commercializzare per un uso di routine in ambito clinico. L'obiettivo dei ricercatori è di arrivare a una versione che permetta di separare le ctc dai globuli bianchi in meno di 30 minuti. Gli scienziati vorrebbero inoltre riuscire ad eliminare un passaggio attualmente necessario per eliminare i globuli rossi dal campione, in modo da consentire di condurre il test sul prelievo di sangue intero.

 

Per il momento, quindi, il sistema è considerato pronto solo per l'uso in laboratorio. L'entusiasmo degli esperti è però alto: i test condotti su campioni prelevati dai pazienti indicano un'efficacia paragonabile a quella di un sistema per l'isolamento delle ctc già approvato dalla Food and Drug Statunitense. “Il nostro nuovo approccio – sottolinea Subra Suresh, coautore dello studio – permetterebbe agli scienziati e ai clinici di ottenere più informazioni sulla patologia cellulare e sulle metastasi tumorali rispetto a quanto possibile oggi”.

 

Foto: © Shawn Hempel - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 10/04/2015