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“Sindrome della testa che esplode”: colpisce un giovane su 5

Il disturbo interessa anche i ventenni, non solo gli ultracinquantenni

Anche i giovani possono soffrire della “sindrome della testa che esplode”. Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Sleep Research, sono i ricercatori della Washington State University di Pullman (Usa), che hanno smentito la teoria che il disturbo si manifesti soltanto dalle persone di età superiore ai 50 anni.

 

La “sindrome della testa che esplode” è caratterizzata dalla percezione di rumori improvvisi, simili a scoppi o esplosioni, appena ci si sveglia o quando si è sul punto di addormentarsi. Anche se in genere è indolore, i suoni inattesi possono spaventare chi li sperimenta, anche se spariscono dopo qualche secondo, non appena si è del tutto svegli. Il fenomeno si verifica nella formazione reticolare del tronco encefalico, la parte del cervello coinvolta anche negli episodi di “paralisi del sonno isolata”, un tipo di parasonnia in cui al risveglio chi ne soffre è incapace di muoversi o di parlare.

 

Nel corso dello studio, gli autori hanno intervistato 211 studenti universitari, per scoprire se soffrissero della sindrome. Al termine, hanno rilevato che il 18% dei partecipanti, quasi uno su cinque, aveva sperimentato, almeno una volta, la “sindrome della testa che esplode”. Di questi, il 37% aveva anche avuto episodi di “paralisi del sonno isolata”. È anche emerso che chi soffriva spesso della sindrome manifestava significativi livelli clinici di paura. Inoltre, una piccola percentuale, il 3%, dichiarava che durante gli episodi si sentiva angosciato e indebolito.

 

"Contrariamente ad alcune teorie precedenti, la ‘sindrome della testa che esplode’ è un'esperienza relativamente comune negli individui più giovani – osserva Brian Sharpless, che ha guidato lo studio -. Dato il potenziale impatto clinico, dovrebbe essere presa in maggiore considerazione dalla ricerca e in ambito clinico".

di Nadia Comerci s.p.
Pubblicato il 28/05/2018