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Allergie: ogni mezzo grado di temperatura in più il polline decuplica

Asma e rinite le reazioni principali. I bambini sono la fascia di popolazione maggiormente esposta

La bella stagione oltre a portare con sé l'arrivo del sole e dell'aumento delle temperature porta anche con sé l'incremento delle patologie allergiche condizionate dai fattori climatici come asma e rinite, ma anche congiuntivite e dermatite atopica. Se ne è discusso a Bologna nel corso del 28° Congresso Nazionale della SIAAIC, la Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica. La maggior parte delle sostanze che scatenano le allergie più comuni come la rinite e l'asma allergica, spiegano gli esperti riuniti a congresso, sono molto sensibili ai cambiamenti di clima: basta pensare ai pazienti che soffrono di allergie respiratorie dovute ai pollini prodotti dalle piante in primavera e non inverno, quando la temperatura è più bassa. Secondo le stime un aumento di mezzo grado della temperatura provoca un aumento da 10 a 100 volte della quantità dei pollini dispersi nell'aria, accrescendo parimenti di conseguenza da 10 a 100 volte il numero di persone che soffre di allergie durante la bella stagione.

 

“In Italia non ci sono stime precise – spiega Vincenzo Patella, Coordinatore Nazionale Task Force SIAAIC Cambiamenti Climatici e Ambientali e Responsabile Centro Aziendale Provinciale ASL Salerno per la Cura delle malattie allergologiche e immunologiche gravi - ma se consideriamo che circa il 20% della popolazione in Italia soffre di allergie e in una buona parte dei soggetti allergici con asma prima di un temporale aumenta il numero delle crisi asmatiche, parliamo quindi anche di più di due milioni di persone che a causa dei capricci del tempo possono improvvisamente peggiorare il loro stato di salute".


Tra le diverse fasce di popolazione, spiegano gli allergologi, i bambini risultano essere i soggetti più esposti alle riacutizzazioni delle patologie allergiche durante i cambiamenti climatici perché sono anche i primi a subire l'effetto dell'inquinamento atmosferico, che acutizza la recettività dei loro giovani apparati respiratori.

di red.
Pubblicato il 04/05/2015

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