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Global Health Security Agenda: così si combattono le epidemie

Il caso Ebola dimostra l'efficacia del programma di Oms, FAO e OIE

La Global Health Security Agenda (GHSA) è uno strumento efficace per costruire sistemi sanitari in grado di rispondere alle epidemie. Gli esperti ne hanno parlato sulle pagine di Lancet discutendo della sua utilità nel corso della recente diffusione delle infezioni da virus Ebola che ha messo in ginocchio l'Africa occidentale. Proprio questa epidemia ha dimostrato l'efficacia del GHSA, anche quando solo parzialmente attivo: la diffusione dell'infezione è stata infatti contenuta entro i confini di Guinea, Liberia e Sierra Leone – le tre nazioni più colpite – mentre gli altri paesi in cui sono stati registrati dei casi (Nigeria, Senegal, Mali, Spagna e Stati Uniti) sono riusciti ad evitare epidemie.

 

La GHSA è un programma dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), della Food and Agricultural Organization delle Nazioni Unite (FAO) e della World Organization for Animal Health (OIE) che attraverso chiari obiettivi e tappe intermedie definite mira ad accelerare il rafforzamento dei sistemi sanitari pubblici per la sicurezza dell'intera popolazione mondiale. Nel caso dell'Ebola è risultata fondamentale la preparazione dei Ministeri della Salute, efficaci laddove si sono dimostrati in grado di sfruttare sistemi di sorveglianza, laboratori e programmi per la gestione delle situazioni di emergenza nell'ambito della salute pubblica. In molti punti del mondo, però, i sistemi sanitari non possono avvalersi ancora di personale in grado di riconoscere le malattie, né di laboratori funzionanti o sistemi di sorveglianza qualitativamente adeguati.

 

L'Agenda, insomma, può essere ancora migliorata, anche perché come sottolineano gli esperti l'Ebola non è la prima e non sarà l'ultima malattia infettiva con cui avremo a che fare. “La popolazione cresce – spiegano sulle pagine di Lancet – l'invasione di aree precedentemente poco popolate in Africa, Asia e altrove, le agitazioni e i conflitti civili, i disastri naturali e la crescente densità delle aree urbane nei Paesi in via di Sviluppo si stanno amplificando in molti degli angoli più vulnerabili del pianeta; la frequenza dei focolai e delle epidemie potrebbe crescere di conseguenza”. In questo panorama saper affrontare adeguatamente l'arrivo di pericolosi germi è un'esigenza fondamentale, e la GHSA non è l'unico strumento da mettere in campo. “Dobbiamo anche rafforzare le nostre infrastrutture globali per rispondere ad eventi acuti che oltrepassano le capacità delle singole nazioni”, sottolineano gli esperti. Da questo punto fondamentale un'altra arma che ha dimostrato la sua efficacia durante l'epidemia di Ebola è il Global Outbreak Alert and Response Network (GOARN), che mette a disposizione delle nazioni bisognose di un supporto esperti internazionali multidisciplinari. Anche in questo caso, però, è necessario apportare delle migliorie. “Il GOARN – è sottolineato su Lancet – ha chiaramente bisogno di diventare più forte, più rapido e meglio organizzato e di avere una più ampia gamma di strumenti”.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 05/06/2018