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Un Fertility Day contro la denatalità in Italia

A istituirlo è il Ministero della Salute, che ha deciso: si celebrerà il 7 maggio

Un Fertility Day per difendere la fertilità e preparare una culla nel futuro di ogni italiano: è questo uno degli strumenti con cui il Ministero della Salute intende affrontare la denatalità che minaccia il welfare del Bel Paese, dove nel 2013 ogni donna aveva in media solo 1,39 figli, uno dei valori più bassi tra quelli registrati in Europa. La situazione attuale, ha spiegato il Ministero in occasione della presentazione del Piano nazionale per la fertilità, porta “a stimare che, nel 2050, la popolazione inattiva sarà in misura pari all’84% di quella attiva. Questo fenomeno inciderà sulla disponibilità di risorse in grado di sostenere l’attuale sistema di welfare, per effetto della crescita della popolazione anziana inattiva e della diminuzione della popolazione in età attiva”.

 

Motto del Fertility Day, che verrà celebrato il 7 maggio, sarà scoprire il “Prestigio della Maternità”. “Le giovani donne – spiega il Ministero – devono sapere che la 'finestra fertile' femminile è limitata e vulnerabile e che la qualità degli ovociti si riduce al crescere dell’età particolarmente dopo i 35 anni quando concepire un bambino diventa progressivamente sempre più difficile”. La procreazione medicalmente assistita può venire in aiuto alle donne che non riescono a rimanere incinte, ma non deve essere vista come un'alternativa al concepimento naturale, tanto più alla luce del fatto che anche in questo caso l'età della donna riduce più di ogni altro fattore la possibilità di avere un bambino. La vera soluzione è un'altra: mettere la fertilità al centro delle politiche sanitarie ed educative e informare i cittadini sul ruolo della fertilità nella loro vita, sulla durata del periodo fertile e su come proteggere la fertilità evitando comportamenti che possono metterla in pericolo.

 

Per raggiungere questi obiettivi il Piano nazionale per la fertilità coinvolgerà cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, scuole, università e aziende sanitarie. Fra i messaggi da veicolare è inclusa la necessità di prendersi cura della salute riproduttiva sin da bambini, evitando comportamenti, come la sedentarietà, che la minacciano e informando gli adolescenti sui rischi associati al fumo, all'alcol e alle infezioni sessualmente trasmesse e su come evitarli, ma non solo. Il Piano intende anche aumentare la consapevolezza su come l'ambiente e le malattie – non solo quelle che colpiscono l'apparato riproduttivo – possano mettere in pericolo la fertilità e su come proteggere la possibilità di diventare genitori anche quando si è costretti ad affrontare un cancro in giovane età. “Team di specialisti dovrebbero fare il counselling appropriato – spiega il Ministero – e proporre la giusta tecnica di preservazione della fertilità per il caso specifico”.

 

Foto: © Maksim Šmeljov - Fotolia.com

di s.s.
Pubblicato il 28/05/2015

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