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Parkinson, aumenta rischio verso 16 tipi di cancro

Nessuna associazione è stata riscontrata, invece, tra la malattia e tumore a seno, ovaie e tiroide

Nell'est asiatico, soffrire di Parkinson aumenta il rischio di sviluppare 16 diverse forme di cancro. L'associazione fra queste malattie è stata riscontrata da un team di ricercatori taiwanesi, coordinato da Pan-Chyr Yang, docente presso il National Taiwan University Medical College di Taipei. Nel corso di uno studio pubblicato sulla rivista Jama Oncology, gli autori hanno confutato i risultati di oltre 25 studi occidentali, secondo cui le persone affette da Parkinson correrebbero un rischio inferiore di essere colpite dai tumori.

 

Durante la ricerca, gli scienziati hanno esaminato i dati sanitari, raccolti tra il 2004 e il 2010, di 186.069 cittadini di Taiwan. Di questi, 62.023 soggetti soffrivano di Parkinson. I partecipanti sono stati poi monitorati fino al 31 dicembre 2012. Al termine dell'analisi, è emerso che i soggetti affetti dalla malattia correvano un rischio maggiore di sviluppare il cancro.

 

In particolare, i parkinsoniani avevano probabilità più elevate di essere colpiti da 16 diverse forme di tumori, tra cui linfoma, leucemia, cancro a colon-retto, reni, polmoni, cervello, cervice uterina, prostata e pelle. Il rischio maggiore è stato riscontrato tra i soggetti di età compresa tra 50 e 59 anni. Non è stata, invece, rilevata nessuna correlazione tra la malattia di Parkinson e il rischio di tumore al seno, alle ovaie e alla tiroide.

 

"Sulla base di questo studio, possiamo concludere che in Taiwan la malattia di Parkinson rappresenta un fattore di rischio per diverse forme tumorali – osserva Pan-Chyr Yang -. Solo il cancro al seno, quello alle ovaie e quello alla tiroide non hanno mostrato alcuna associazione con la malattia".

 

I ricercatori ritengono che siano necessari ulteriori studi per determinare il motivo per cui i loro risultati siano così diversi da quelli prodotti dalle ricerche occidentali. “Le differenze tra il nostro studio e la maggior parte delle ricerche precedenti – scrivono gli autori - suggerisce l'importanza dell'etnia e dell'esposizione ambientale nella patogenesi della malattia”.

 

Foto: © Alexander Raths - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/06/2018

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