Logo salute24

Cuore, dall'Europa arriva il sì all'anticorpo contro il colesterolo

La Commissione Europea ha autorizzato l'immissione in commercio di evolocumab, il primo anticopro monocolonale completamente umano contro le LDL. Ecco come agisce e quando è indicato

Un anticorpo per difendersi dal colesterolo: la proposta arriva dall'azienda farmaceutica Amgen, che ha ricevuto dalla Commissione Europea l'autorizzazione all'immissione in commercio del primo anticorpo monoclonale completamente umano che permette di inibire una proteina che ostacola il salutare lavoro del fegato, che agendo come una sorta di spazzino permette di eliminare dal sangue il cosiddetto colesterolo “cattivo” (o LDL) che contribuisce al temuto processo di aterosclerosi. Il nome del principio attivo è evolocumab, e il suo impiego può essere utile nei casi in cui è necessario ridurre i livelli di LDL oltre quanto reso possibile da altri farmaci o quando questi ultimi non possono essere utilizzati.

 

In Italia i decessi imputabili alle malattie cardiovascolari sono circa 185 mila all'anno, quota corrispondente al 30% di tutti i decessi. Il colesterolo gioca un ruolo fondamentale in questa situazione; in particolare, quello cattivo, accumulandosi oltre livelli considerati nella norma, contribuisce alla formazione delle placche aterosclerotiche che minacciano seriamente la salute di cuore e arterie. Evolocumab aiuta a combattere questo fattore di rischio inibendo la PCSK9 (proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9) con un'efficacia indipendente dall'età, dal genere, dall'eventuale presenza di altre malattie, dagli altri farmaci assunti e dal rischio cardiovascolare individuale. In uno degli studi clinici di Fase III in cui è stato sperimentato è riuscito a ridurre i livelli di colesterolo LDL al di sotto dell'obiettivo prefissato limite (70 mg/dL) addirittura nel 94% dei pazienti. Per di più evolocumab è risultato efficace anche nel trattamento a lungo termine e il suo profilo di sicurezza è parso simile a quello dei controlli.

 

Il farmaco viene somministrato esclusivamente dietro prescrizione medica mediante iniezione sottocute a livello dell'addome, di una coscia o dell'avambraccio. Prima di iniziare il trattamento è necessario escludere sia cause di ipercolesterolemia diverse da quelle genetiche, sia la presenza di livelli anomali di lipidi nel sangue. Una volta compiuti tutti gli accertamenti del caso, secondo le disposizioni della Commissione Europea evolocumab può essere utilizzato in età adulta per il trattamento dell'ipercolesterolemia primaria familiare eterozigote e non familiare o della dislipidemia mista, sia quando gli altri farmaci non sono sufficienti a ridurre il colesterolo LDL quanto si vorrebbe (in combinazione con statine o altri farmaci per ridurre i grassi nel sangue), sia nei casi di intolleranza alle statine o controindicazioni al loro utilizzo (da solo o con altri farmaci). Inoltre evolocumab è stato approvato per l'uso, in combinazione con altre terapie per ridurre i lipidi nel sangue, nel trattamento dell'ipercolesterolemia familiare omozigote a partire dai 12 anni di età. In tutti i casi la terapia deve essere abbinata a un'opportuna dieta.

 

“Evolocumab è la prima terapia biologica in questo settore”, commenta Francesco Di Marco, amministratore delegato di Amgen, sottolineando che i pazienti per cui è indicato il trattamento sono “ad alto e altissimo rischio”. “Mai prima d’ora si erano visti dei risultati così importanti – aggiunge Ermanno Paternò, Direttore Medico di Amgen – e un altro motivo di orgoglio è che l’Italia ha svolto un ruolo da protagonista nel vasto programma di sperimentazione clinica su evolocumab”.

 

Foto: © CLIPAREA.com - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 28/07/2015