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Generazione-tecnoager: «E i genitori inseguono»

Tra sms e internet, è nata una una generazione “ad alta definizione”, che corre al passo con la tecnologia, spesso così veloce da "seminare" i genitori. Anche questo emerge dal 9° Rapporto annuale sulla condizione dell`infanzia e dell`adolescenza, stilato da Eurispes e Telefono Azzurro.
La rete cattura sempre più giovani e giovanissimi: tante opportunità, ma anche molti rischi. Il Presidente dell`Eurispes, Gian Maria Fara, la chiama “socializzazione solitaria” perché “se da un lato internet è lo spazio dello scambio, della conoscenza, dell’incontro, dall’altro rischia di essere un luogo di solitudine”.
Dove sono gli adulti? “I bambini – dice Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – sono  abituati a viaggiare, ad andare sulla rete, a comunicare in modo nuovo, a incontrare anche a scuola persone provenienti da altri Paesi. Sono invece gli adulti ad essere spesso inadeguati al cambiamento”.
Anche se tra i giovani italiani la diffusione di internet non è ancora a livello degli altri Paesi (in Europa ci stanno dietro solo Grecia, Bulgaria e Malta), secondo l’Istat, il 9,3% dei bambini tra i 6 e i 10 anni utilizza il computer tutti i giorni; la percentuale, però, cresce esponenzialmente tra i 18-20 anni, fino a raggiungere il 35,9% . Sono invece proprio gli adulti a non nutrire lo stesso interesse dei loro figli nei confronti di tastiera e monitor: solo il 33,7% di coloro che hanno un’età compresa  tra i 35 e i 44 anni utilizza il computer quotidianamente, mentre il gap aumenta ulteriormente per i genitori la cui età oscilla tra i 45 e i 55 anni (29%).
I ragazzi corrono e da teen diventano “tecnoager”, mentre gli adulti arrancano. E così bambini e adolescenti, “consapevoli del fatto che i propri genitori -  afferma Fara - non capiscono bene o non conoscono affatto l’utilizzo di Internet, trovano in esso uno spazio `a prova di adulto`, una sorta di zona franca”.
E i pericoli sono dietro l`angolo, virtuale s`intende: cyberdroghe, blog e forum che propagandano anoressia e bulimia, siti dove pubblicare orgogliosi i propri atti di bullismo.
Per trovare una soluzione il Telefono Azzurro si fa ancora una volta portabandiera dei diritti di infanzia e adolescenza: “Se la priorità degli adulti deve esser quella di riprendersi il proprio ruolo educativo, quella delle Istituzioni deve essere quella di dar vita a vere politiche dell’infanzia che facciano del bambino un soggetto di diritti” .

di paolo fiore
Pubblicato il 20/11/2008