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L'oncoimmunoterapia combatte anche il tumore al seno

Se ne parla a Padova in un congresso dedicato a questa forma di cancro

Anche il tumore al seno potrebbe essere combattuto efficacemente agendo sul sistema immunitario. A suggerirlo sono diversi studi internazionali cui si aggiungono ora i dati delle sperimentazioni condotte all'Istituto Oncologico Veneto di Padova, secondo cui l'oncoimmunoterapia – questo il nome della disciplina che mira a curare il cancro agendo sulle difese immunitarie dell'organismo – potrebbe essere particolarmente efficace contro i tumori al seno più aggressivi, i cosiddetti HER2 positivi e i tripli negativi.

 

Proprio questi ultimi sono stati al centro di 2 studi recentemente presentati al pubblico che hanno rilevato una risposta positiva alla terapia, rispettivamente, del 18,5% e del 19%. Ulteriori ricerche sul tema sono al centro del dibattito in corso proprio a Padova bell'ambito del congresso internazionale Meet the professor, dedicato proprio al tumore al seno.

 

Per il momento quelle a disposizione sono però terapie ancora sperimentali. Alla loro base c'è il principio secondo cui il sistema immunitario, alla cui azione sfuggono le cellule tumorali, può essere rieducato a riconoscere il cancro e, di conseguenza, ad eliminarlo. Per farlo si agisce sui meccanismi che limitano l'efficacia delle difese immunitarie contro i tumori, il recettore PD1. E' questa molecola, infatti, a permettere alle cellule del cancro di scampare all'azione del sistema immunitario. Il risultato è una terapia dall'efficacia a lungo termine che secondo gli epserti permette di parlare di vera e propria guarigione dal cancro.

 

L'oncoimmunoterpia è già stata sperimentata con successo contro il melanoma e il tumore al polmone. Nel caso del cancro al seno – ha spiegato Pierfranco Conte, coordinatore della Breast Unit dell'Istituto Oncologico Veneto – è attualmente utilizzata per cercare di sorpassare i limiti dei trattamenti a base di farmaci “target”, quelli diretti contro molecole attive nelle cellule tumorali e che consentono loro di sopravvivere alle terapie e di espandersi. Capita, infatti, che l'elevata capacità di mutare delle cellule cancerose renda inefficaci anche questi principi attivi. In questi casi la soluzione potrebbe essere proprio l'immunoterapia; sono, infatti, i tumori che accumulano più mutazioni ad essere riconosciuti meglio dal sistema immunitario quando viene aiutato da questi trattamenti innovativi.

 

Foto: © Syda Productions – Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 11/09/2015