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Microbiologi: sostegno ai vaccini e nuovi antibiotici

Se ne è parlato dal Congresso Nazionale Amcli

Sostegno ai vaccini nell’infanzia e introduzione dei test molecolari nella diagnosi delle infezioni da batteri resistenti agli antibiotici: sono queste le due tematiche su cui si è concentrata l’attenzione degli esperti durante la giornata inaugurale del XLIV Congresso Nazionale dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli), che proseguirà a Rimini fino a domani, 21 ottobre. I lavori dell’evento sono stati aperti dal presidente dell’Associazione, Pierangelo Clerici, che ha sottolineato l’importanza di sostenere senza esitazioni la campagna a favore dei vaccini in età pediatrica e il vantaggio economico derivante dall’introduzione nelle aziende sanitarie dell’uso delle analisi molecolari che permettono di identificare i casi in cui utilizzare gli antibiotici di nuova generazione, messi a punto per combattere i microrganismi resistenti ai farmaci già disponibili.

 

I rischi delle campagne anti-vaccinali. A proposito dei vaccini, Clerici ha ricordato che quelle che definisce “posizioni demagogiche” contrarie al ricorso alle vaccinazioni nell’infanzia come strumento preventivo mettono a rischio sia la salute dei bambini che non vengono vaccinati, sia quella delle comunità in cui vivono. A tal proposito il presidente Amcli ha evidenziato il sostegno dell’Associazione agli sforzi per promuovere l’adesione al piano vaccinale e per ripristinare una corretta informazione sui vantaggi di tale adesione.

 

La nuova vita degli antibiotici. Per quanto riguarda invece gli antibiotici, l’attenzione è stata focalizzata sui nuovi principi attivi - alcuni in via di immissione sul mercato, altri in fase avanzata di sperimentazione - che promettono di aiutare a sconfiggere i batteri che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici attualmente in uso. Dopo un periodo di sospensione delle ricerche nel campo, l’industria farmaceutica (in particolare piccole aziende e gruppi indipendenti) ha dovuto riprenderle per far fronte ai rischi posti dalla comparsa di questi nuovi microbi. I nuovi principi attivi non dovranno però essere utilizzati in modo indiscriminato; per questo gli esperti raccomandano il ricorso a test microbiologici raffinati basati sull’analisi del genoma dei batteri. Il costo più elevato di questi test, assicura Clerici, sarà ripagato dal risparmio sulla spesa farmaceutica reso possibile dal ricorso a terapie appropriate e dalla riduzione delle giornate di ricovero dei pazienti in ospedale.

 

Foto: © sudok1 Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 20/10/2015

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