Platino-fosfati:
le nuove armi
contro il cancro
Individuata una nuova combinazione in grado di uccidere le cellule cancerogene che causano il cancro all`ovaio, ai testicoli, al cervello e al collo. Si tratta un nuovo tipo di composti, chiamati platino-fosfati, che secondo le ultime ricerche sarebbero in grado di combattere questi tumori. È questo il risultato di una nuova ricerca condotta dalla Ohio University e dalla Northern Illinois University.
Come si legge sulla rivista Proceedings of the national academy of science i composti, creati dalla mescolanza di platino e fosfato, potrebbero essere più precisi e meno dannosi dei trattamenti antitumorali finora usati. A differenza di alcuni farmaci utilizzati attualmente, infatti, i platino-fosfati non penetrano nel nucleo delle cellule e non attaccano il Dna del paziente. Il risultato è la riduzione degli effetti collaterali.
Nonostante gli scienziati non abbiano compreso pienamente il meccanismo attraverso il quale i platino-fosfati uccidono le cellule cancerogene, sono state avanzate comunque alcune ipotesi. Il sospetto è che tali composti creino una sorta di ponte con le proteine della membrana esterna delle cellule trasmettendo un “segnale di morte” alle sostanze presenti nell`interno della cellula stessa. Occorrono ulteriori studi, dicono però i ricercatori, per comprendere l`esatto processo attraverso il quale le cellule tumorali vengono fatte morire.
“La scoperta segna un cambiamento paradigmatico nella biologia molecolare – ha detto Rathindra Bose, che ha guidato la scoperta - per la produzione di farmaci antitumorali a base di platino”.
Proprio con l`intento di ridurre gli effetti collaterali dei farmaci antitumorali Rathinda Bose da più di 25 anni studia la creazione di nuovi medicinali. Fino alla scoperta dei platino-fosfati: questo nuovo composto, diversamente da altri farmaci usati contro i tumori che si degradano velocemente e generano un alto grado di tossicità, sortisce gli stessi effetti anche se somministrato in dosi più basse e, inoltre, risulta meno tossico.
Come si legge sulla rivista Proceedings of the national academy of science i composti, creati dalla mescolanza di platino e fosfato, potrebbero essere più precisi e meno dannosi dei trattamenti antitumorali finora usati. A differenza di alcuni farmaci utilizzati attualmente, infatti, i platino-fosfati non penetrano nel nucleo delle cellule e non attaccano il Dna del paziente. Il risultato è la riduzione degli effetti collaterali.
Nonostante gli scienziati non abbiano compreso pienamente il meccanismo attraverso il quale i platino-fosfati uccidono le cellule cancerogene, sono state avanzate comunque alcune ipotesi. Il sospetto è che tali composti creino una sorta di ponte con le proteine della membrana esterna delle cellule trasmettendo un “segnale di morte” alle sostanze presenti nell`interno della cellula stessa. Occorrono ulteriori studi, dicono però i ricercatori, per comprendere l`esatto processo attraverso il quale le cellule tumorali vengono fatte morire.
“La scoperta segna un cambiamento paradigmatico nella biologia molecolare – ha detto Rathindra Bose, che ha guidato la scoperta - per la produzione di farmaci antitumorali a base di platino”.
Proprio con l`intento di ridurre gli effetti collaterali dei farmaci antitumorali Rathinda Bose da più di 25 anni studia la creazione di nuovi medicinali. Fino alla scoperta dei platino-fosfati: questo nuovo composto, diversamente da altri farmaci usati contro i tumori che si degradano velocemente e generano un alto grado di tossicità, sortisce gli stessi effetti anche se somministrato in dosi più basse e, inoltre, risulta meno tossico.
di lidia baratta (22/11/2008)

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