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Sangue, scoperto meccanismo sviluppo cellule ematiche

La formazione delle cellule ematiche procede più velocemente di quanto si credesse

Lo sviluppo delle cellule ematiche è un processo più rapido del previsto. A differenza di quanto si credeva, infatti, la formazione del sangue non deve seguire uno schema gerarchico ben preciso. Ma avviene già a livello delle cellule staminali. A scoprirlo, nel corso di uno studio pubblicato sulla rivista Science, sono stati i ricercatori guidati da John E. Dick dell'Università di Toronto (Canada). Gli scienziati hanno scoperto, inoltre, che nel passaggio dall'età dello sviluppo a quella adulta il sangue si evolve, non resta inalterato.

 

Il team coordinato da Dick ha smentito la teoria, diffusa da 60 anni, secondo cui la formazione dei diversi tipi di cellule ematiche sarebbe scandita da diversi passaggi intermedi. In particolare, si pensava che dopo essere state create dalle staminali, le cellule si differenziassero per diventare prima oligopotenti e, successivamente, unipotenti. Secondo gli studiosi, invece, le cellule del sangue si svilupperebbero molto più velocemente.

 

Per scoprirlo, gli autori hanno analizzato i potenziali discendenti di circa 3 mila cellule, provenienti da 33 diverse popolazioni di staminali e progenitrici. I campioni ematici sono stati raccolti durante fasi ed età differenti. Al termine dell'esame, i ricercatori hanno scoperto che i diversi tipi di cellule del sangue si formano già a partire dalle staminali, senza seguire i passaggi successivi. Inoltre hanno dimostrato che, a differenza di quanto si riteneva, dopo essere stato formato il sangue non resta stabile. Al contrario, tra l'età dello sviluppo e quella adulta si modifica. 

 

“Dopo aver eseguito una serie di esperimenti, abbiamo potuto constatare che i diversi tipi di cellule del sangue si formano rapidamente dalle cellule staminali e non, come si riteneva, attraverso passaggi successivi - spiega John Dick -. Grazie a questa scoperta, saremo in grado di comprendere meglio una vasta gamma di patologie ematiche, a partire dall'anemia, caratterizzata dalla bassa presenza di globuli rossi nel sangue, alla leucemia, causata dalla proliferazione delle cellule staminali ematopoietiche. Sarà un po' come passare della televisione in bianco e nero agli schermi ad alta definizione”.

 

Secondo lo scienziato, la scoperta potrebbe quindi favorire lo sviluppo di nuovi trattamenti, anche personalizzati, per curare le patologie ematiche. Inoltre, potrebbe avere importanti ripercussioni nell'ambito della medicina rigenerativa: “Combinando la capacità di potenziare le cellule staminali pluripotenti indotte con i progenitori recentemente identificati, che danno origine solo a piastrine e globuli rossi – conclude l'esperto -, saremo in grado di sviluppare metodi più efficaci per generare le cellule mature”.

 

Foto: © adimas - Fotolia

di Nadia Comerci s.p.
Pubblicato il 30/12/2015